1 Novembre 2009

“Demolite i due ripetitori telefonici di Mardimago”

 E’ SPUNTATO in silenzio, in meno di una settimana. Come un fungo. Lasciando molti degli abitanti di Mardimago a dir poco allibiti: «Possibile che nessuno ci abbia chiesto cosa ne pensiamo? Non siamo intenzionati a fare da cavia». E’ iniziata così la lotta di diverse famiglie della frazione rodigina contro il ripetitore Vodafone-Omnitel installato, a marzo, in via Volturno. E che va ad aggiungersi a quello che da qualche anno svetta in via Custoza. I due altissimi pali saranno distanti 350 metri l’uno dall’altro. Riunitisi in comitato spontaneo, i residenti hanno raccolto circa 400 firme, già presentate in Comune: una petizione in cui evidenziano il timore di una possibile ripercussione sulla salute delle persone esposte a un doppio’ campo elettromagnetico.  La signora Linda Cecchetto, che abita in via Dei Mille, al civico 241, in qualità di confinante e di rappresentante dei cittadini residenti nella zona limitrofa al ripetitore di via Volturno, ha anche scritto una lettera indirizza al sindaco, alla Procura della Repubblica, all’Arpav, al Codacons e alla Federconsumatori, per chiedere lo spegnimento o la demolizione del ripetitore telefonico. Situato, come il gemello’, su un terreno di proprietà di un privato. «Il campo elettromagnetico emesso da ripetitore spiega la signora interessa una vasta zona abitativa: i residenti, che non sono mai stati consultati e avvisati preventivamente, non sono d’accordo sul posizionamento di questo strumento». Si tratta, per lo più, di famiglie giovani, che hanno da poco acquistato casa o che stanno per costruirla proprio accanto al ripetitore. Il timore, della signora e del comitato, è che il campo elettromagnetico possa andare a incidere sulla salute delle persone: «In questi ultimi anni spiegano i residenti i casi di persone ammalate di tumore, nella nostra frazione, sono sempre di più». Tra l’altro, in quanto a inquinamento, quella di Mardimago non è certo una situazione felice: «Il Passante non ha risolto i problemi di traffico pesante nella nostra frazione, e se poi ci mettiamo anche le discariche…». Insomma, ci mancavano solo i due ripetitori. «Non si conoscono con certezza osservano i residenti gli effetti nocivi e i danni biologici che queste apparecchiature possono provocare. Documenti dell’Arpav e altri studi riferiscono di possibili danni cancerogeni, nonchè di danni cronici a breve termine». Come cefalee e insonnia. Insomma, i residenti sono determinati a «non voler fare da cavie delle conseguenze nocive dell’elettrosmog». E aggiungono: «Di spazio nella nostra frazione ce n’è eccome: possibile che non si potesse trovare un altro sito, lontano dalle case, in cui posizionare i ripetitori?». E’ vero che l’Arpav ha rilasciato tutte le autorizzazioni necessarie, ma il gruppo di famiglie è pronto a incaricare un tecnico specializzato per avere una controperizia. «La nostra impressione spiegano i residenti della frazione è che Mardimago sia figlia di un dio minore. Di problemi ce ne sono tanti, ma i nostri amministratori se li ricordano solo in campagna elettorale. E poi li dimenticano in fretta». Gli unici interventi che le famiglie hanno visto da parte dell’amministrazione Merchiori sono stati due: il restauro del monumento ai caduti, e l’asfaltatura di via dei Mille. «Peccato però che la segnaletica orizzontale sia stata fatta un tanto al metro: ad esempio protesta il comitato dov’è finito il passaggio pedonale davanti alla scuola materna?». Un altro nodo che non trova soluzione è quello del traffico pesante nel cuore del centro abitato: «Sono soprattutto i camion della nuova Amit spiegano i residenti a creare disagi, tra puzza e vibrazioni. Chiediamo che vengano installati alcuni semafori intelligenti, almeno per limitare le velocità. Guarda a caso li hanno messi a Sarzano, spendendo circa 14mila euro, e dopo poco li hanno spenti, perchè qualcuno diceva che aumentano l’inquinamento. A Mardimago, invece, sarebbero davvero necessari».

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