29 Marzo 2015

Demanio, assunti senza concorso Il tribunale: “Sì al processo no al proscioglimento del direttore”

Demanio, assunti senza concorso Il tribunale: “Sì al processo no al proscioglimento del direttore”

Assunzioni di ingegneri o architetti senza concorso e con l’ ombra di favoritismi: quel capo del personale va processato, all’ Agenzia del Demanio è tempo di fare chiarezza sulle modalità di selezione del personale. A pochi giorni dalla sentenza n. 15/2015 della Corte Costituzionale, che ha imposto uno stop all’ attribuzione di incarichi dirigenziali (il caso era stato sollevato per l’ Agenzia delle Entrate) al di fuori di regolare concorso, il tema si ripropone. Con due differenze: al Demanio si parla, almeno per ora, soltanto di assunzioni (non promozioni) e la vicenda è già oggetto al centro di un dibattimento. Il pm si era schierato con la difesa Il pubblico ministero Erminio Amelio La novità risale a venerdì 27 marzo e non mancherà di far discutere: l’ Ottava sezione del tribunale di Roma, nel corso della terza udienza contro Antonio Ronza, direttore delle Risorse Umane accusato di cinque assunzioni di professionisti a tempo indeterminato in violazione della normativa sul pubblico impiego, ha rigettato la richiesta di proscioglimento avanzata dalla difesa alla precedente udienza, alla quale si era associato (contraddicendo il lavoro istruttorio della collega Maria Cordova, nel frattempo andata in pensione) il pubblico ministero Erminio Amelio. La camera di consiglio presieduta dal giudice Marcello Liotta ha impiegato un’ ora per prendere la sua decisione: la condotta del capo del personale dell’ Agenzia del Demanio merita un vaglio processuale completo, che tenga in considerazione deposizioni testimoniali e prove emerse. Una sconfitta per Ronza, insomma. Al quale lo stesso tribunale ha rigettato la richiesta di ascoltare come teste il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, il cui eventuale contributo è stato valutato inconferente rispetto al merito del processo. Ammesse le parti civili: Codacons e candidati esclusi Il Tribunale già in precedenza, invece, aveva deciso di ammettere le costituzioni come parte civili dell’ associazione dei consumatori Codacons e di due candidati alle selezioni, uno dei quali era stato escluso con la motivazione di aver mostrato “un atteggiamento supponente e indisponente, prolisso e verboso”, mentre uno dei suoi concorrenti era stato assunto a dispetto delle “lacune” evidenziate e del fatto che per sua stessa ammissione non si sentisse all’ altezza del compito. La prossima udienza – eccoli, i tempi del processo penale in Italia… – è stata fissata per il 2 novembre 2015. In quella sede saranno ascoltati tutti i testimoni, in un processo in cui la pubblica accusa, con il nuovo pm in udienza, dopo lo “schiaffo” del no al proscioglimento ha insistito per l’ ammissione dei propri testi, poi ammessi dal Collegio. L’ autore dell’ esposto: “Volevo tutelare i giovani senza lavoro” L’ avvocato Gian Paolo Stanizzi La particolarità del caso-Agenzia del Demanio sta nel fatto che il procedimento è stato incardinato in seguito a una denuncia alla Procura di Catanzaro poi trasmessa per competenza a Roma, da un battagliero avvocato che, saputo l’ esito delle selezioni del 2007 per “gestori di patrimoni pubblici”, aveva preteso l’ accesso agli atti. “Ho ritenuto di dover informare la Procura su quanto avveniva in merito all’ assunzione del personale nell’ Agenzia del Demanio da cittadino prima ancora che da avvocato – ha commentato Gian Paolo Stanizzi, autore dell’ esposto da cui è nata l’ inchiesta -. I fini di interesse pubblico dell’ Agenzia non sono infatti perseguibili senza osservare i principi di efficienza, imparzialità e trasparenza dettati dalla Costituzione e dal decreto legislativo 165/2001 sull’ obbligatorio ricorso a procedure concorsuali”. Il legale incalza facendo presente di voler “difendere le aspettative di tanti giovani che hanno diritto ad un onesto posto di lavoro, conquistato solo e soltanto in base al merito personale, e lontano da qualsiasi forma di favoritismi”. “Quanta sicumera quel pubblico ministero” Gli fa eco il collega Leo Pallone, del Foro di Catanzaro, difensore di due parti civili:”Sono veramente soddisfatto. Il collegio ha tenuto conto della complessità dei profili giuridici che la vicenda solleva e che necessitano di un vaglio dibattimentale. Una prudenza necessaria, a dispetto della sicumera sia del pubblico ministero sia della difesa, manifestata alla scorsa udienza”.

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