Deluso dalla bici elettrica viene risarcito
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fonte:
- Giornale di Sicilia
OOO Deluso dalla bici elettrica acquistata per mille 700 euro nella galleria di un centro commerciale etneo, s’ era ormai quasi rassegnato a tenersi la «due ruote». E dire addio ai soldi spesi. Ha deciso, però, di rivolgersi al giudice di pace con l’ assistenza legale di Confconsumatori e ha ottenuto il rimborso dell’ intera cifra più spese legali. «Il venditore – spiega l’ associazione – non aveva fornito la giusta informazione sul diritto di ripensamento. Quindi, contratto nullo». Nella sentenza, il giudice di pace catanese Marinella Di Pietro sottolinea come il consumatore abbia addirittura un anno, non solo due settimane, per restituire la merce «se il venditore che opera fuori dai locali commerciali, compreso l’ operatore in stand temporanei (come nel caso in questione, ndr), non informa correttamente il cliente sul diritto di recesso». In effetti, il «ripensamento» era giunto dopo alcuni mesi. «Il nostro assistito s’ era accorto che la bici non presentava le caratteristiche promesse al momento della vendita», sottolineano gli avvocati dell’ associazione. L’ esame del contratto aveva, poi, consentito di trovare la soluzione. «In base al Codice del Consumo – spiegano il presidente regionale di Confconsumatori Carmelo Calì e l’ avvocato Mauri zio Mariani – è stabilito che il consumatore ha il diritto di ripensamento entro il termine di 14 giorni dall’ acquisto. Tuttavia, ove il professionista ometta la corretta informativa, il termine si estende fino a un anno o, almeno, fino a quando non viene fornita la cor retta informazione». In una nota diffusa ieri, Calì e Mariani hanno sottolineato «l’ efficacia e la tempestività del verdetto, a conferma che molto spesso i Giudici di Pace hanno costituito e costituiscono un importante baluardo». Quindi, hanno commentato: «Il diritto di recesso del consumatore costituisce uno degli strumenti di protezione più significativi a disposizione del c.d. contraente debole quale bilanciamento di un’ azione di vendita spesso commercialmente aggressiva. Si vanno consolidando le tutele in favore dei consumatori e importanti pronunce come quella in esame sono di conforto e di enor me soddisfazione per le battaglie intraprese perché mettono dei punti fermi e fanno ben sperare per il futuro». A proposito di associazioni consumatori. Il Codacons ha confermato di voler lanciare un’ azione legale collettiva – una «class action» – contro Facebook per avere ceduto dati sensibili alla «Cambridge Analytica». L’ organizzazione guidata da Francesco Tanasi, che ha sede a Catania in via Musumeci, invita tutti gli utenti del social network a verificare se abbiano scaricato in passato l’ app «thisisyourdigitallife» e aderire all’ iniziativa legale seguendo le indicazioni pubblicate sul sito www.codacons.it. Potrà essere così richiesto il risarcimento del danno per illecito utilizzo dei propri dati personali. (*GEM*)
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