5 Gennaio 2014

Deludenti prime ore dei saldi, vendite in calo del 10-15%

Deludenti prime ore dei saldi, vendite in calo del 10-15%

Deludono le prime dei saldi, con vendite in calo del 10-15%. Lo ha rilevato il Codacons che, a poche ore dalla partenza ufficiale dei saldi invernali, ha tracciato le prime indicazioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione. Nella fascia oraria dalle 10 alle 12 – ha spiegato l’ associazione – si è registrato un buon afflusso di cittadini nei negozi e nei centri commerciali mentre gli acquisti, nella prima mattinata di saldi, appaiono in calo mediamente tra il 10% ed il 15% nelle grandi città rispetto alla stessa fascia oraria del 2013. Ancora una volta l’ avvio dei saldi è improntato alla massima cautela i cittadini escono, osservano le vetrine ma ancora non comperano. Segno che i consumatori puntano ad acquisti mirati, limitati da un budget per i saldi sempre più ristretto a causa della crisi economica. L’ inflazione frena, ma il maltempo (e anche qualche manovra speculativa) fa impennare i prezzi degli ortaggi e delle verdure che sugli scaffali fanno registrare una crescita del 13,8 per cento. Quasi il doppio dell’ incremento che si è avuto sui campi, dove le quotazioni evidenziano un rialzo tra il 6 e il 7 per cento, dovuto essenzialmente a fattori climatici, visto che in alcune zone le intemperie hanno distrutto anche il 40 per cento della produzione di vegetali freschi. È quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati preliminari Istat relativi al mese di dicembre. Diverso il discorso per la frutta fresca che -avverte la Cia- ha continuato nel commercio al dettaglio il suo trend a ribasso: meno 1,4 per cento rispetto a novembre scorso e meno 1,2 per cento nei confronti del dicembre 2012. Stesso andamento si registra anche all’ origine, dove si segnala una flessione dell’ 1,2 per cento. La corsa degli ortaggi e delle verdure -ricorda la Cia- è, quindi, attribuibile a soli fattori stagionali. L’ eccezionale ondata di maltempo che si è abbattuta sul nostro Paese dalla metà di novembre alla prima decade di dicembre ha devastato le produzioni orticole determinando una consistente ripresa delle quotazioni. Un fenomeno momentaneo che è confermato anche dall’ andamento registrato durante l’ intero anno scorso con i prezzi dei vegetali freschi in flessione del 4,4 per cento fino a novembre. Comunque, al di là del rincaro dei vegetali freschi, l’ agricoltura -afferma la Cia- ha contribuito a dare un colpo di freno alla corsa dell’ inflazione. Oltre alla frutta, sui campi si registrano, infatti, cali per i cereali (addirittura 19,8 per cento), per la carne bovina (meno 1,8 per cento) e suina (meno 11,5 per cento), per le uova (meno 8 per cento) e per il vino (meno 6,5 per cento). Stazionari, invece, i prezzi all’ origine dell’ olio d’ oliva, mentre crescono quelli del latte e dei suoi derivati (più 5 per cento). Sta di fatto che il settore primario segna una diminuzione dei prezzi tra il 3 e il 4 per cento. E questo con evidenti riflessi negativi per i redditi degli agricoltori che hanno visto crescere nel 2013 i costi produttivi, contributivi e burocratici in maniera vertiginosa (più 7-8 per cento).

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