1 Aprile 2015

Delibere illegittime e vaghe perché il Tar boccia Marino

Delibere illegittime e vaghe perché il Tar boccia Marino

Se il Tar si mette di traverso, il Consiglio di Stato non fa miracoli. In attesa del giudizio di merito, che arriverà soltanto il 15 settembre, il tribunale amministrativo di secondo grado ha confermato gli effetti della sentenza dei giudici primo grado, che bocciava la delibera della Giunta capitolina sulle tariffe delle strisce blu. Tradotto, il costo del parcheggio a Roma torna quello di un anno fa, 1 euro l’ ora, finché non vi sarà il pronunciamento definitivo. Non solo. In questi sei mesi, il Campidoglio (attraverso Atac) oltre a dover riaggiornare tutti i parcometri e la segnaletica verticale, dovrà anche ripristinare i mini abbonamenti in vigore fino all’ approvazione della delibera voluta dall’ assessore Guido Improta: 4 euro per 8 ore di sosta sulle strisce blu e 70 euro al mese per parcheggiare liberamente su qualsiasi dei circa 75mila stalli disseminati per la città. ASILI NIDO La primissima bocciatura risale al 2 febbraio 2015, quando il tribunale amministrativo accoglie il ricorso presentato da alcuni genitori (e sostenuto dal consigliere capitolino di centrodestra, Gigi De Palo) contro l’ aumento delle tariffe degli asili nido. Per il Tar, “deve ritenersi l’ illegittimità della delibera – si legge nella sentenza – con cui, una volta perfezionatosi il procedimento di iscrizione agli asili nido comunali, vengono introdotte modifiche tariffarie più gravose per gli utenti successivi”. Insomma, gli aumenti sono rinviati al prossimo anno scolastico. ZTL E arriviamo al mese nero di Improta, che negli ultimi 30 giorni si e’ visto bocciare uno a uno dal Tar i principali provvedimenti partoriti dai suoi uffici. La prima batosta arriva il 3 marzo, quando i giudici accolgono il ricorso del Codacons contro l’ aumento delle tariffe Ztl del Centro Storico, in alcuni casi moltiplicatesi anche di 10 volte. Il Tar motiva la sentenza dicendo che “non è stata supportata da adeguata istruttoria per piegare come si sia pervenuti all’ individuazione dei suddetti aumenti relativamente ai rispettivi specifici importi”. Inizialmente Improta accusa il colpo, arrivando a pensare anche alle dimissioni; successivamente, convinto dal sindaco Ignazio Marino, presenta una nuova delibera “correttiva”, approvata in Giunta pochi giorni dopo, che ristabilisce le nuove tariffe. NCC Passano due giorni e dal Tar arriva un’ altra mazzata. È il 5 marzo e il tribunale amministrativo accoglie il ricorso dell’ Anitrav, il sindacato degli Ncc, contro la delibera capitolina che restringe i criteri e aumenta i costi per i noleggiatori con licenza non di Roma. Anche qui l’ errore è formale, e a dir poco grossolano: nella parte della delibera “in cui si fa riferimento al “territorio” di Roma Capitale non si specifica ìquali siano i confini rispetto ai quali trova applicazione l’ obbligo di comunicazione”. La sentenza fa esultare i noleggiatori non romani e manda su tutte le furie i tassisti, che ricominciano la contestazione nei confronti di Improta e Marino. STRISCE BLU La batosta più pesante, tuttavia, arriva il 17 marzo. È il giorno del “gol del 3-0” del Codacons, che ottiene anche l’ annullamento degli aumenti delle tariffe delle strisce blu. Un giudizio nel metodo ma anche nel merito, condizione che spinge Improta ad annunciare subito il ricorso al Consiglio di Stato. I giudici, infatti, oltre a ravvisare i soliti difetti di scrittura della delibera, affermano tra le altre cose che “di immediata evidenza appare l’ inesistenza di misure di incremento dell’ offerta di trasporto pubblico o comunque di specifici studi circa l’ attuale adeguatezza di esso nelle diverse zone tariffate”, contestando anche che “la Giunta capitolina ha previsto l’ abrogazione tout court di qualunque agevolazione tariffaria, ovvero un aumento indifferenziato della tariffa”. La decisione porta l’ Atac a decretare, anche se informalmente, il parcheggio libero, trovandosi nell’ impossibilità di fare multe che poi non possano essere contestate. Un danno da 10mila euro al giorno per le casse del Comune. PEDONALIZZAZIONI Non solo aumenti tariffari nel mirino del tribunale amministrativo. Arriviamo a due giorni fa, 30 marzo: i giudici annullano le delibere con cui si rendono pedonali piazza del Foro di Traiano, 200 metri di strada alle spalle dei Fori Imperiali, e soprattutto il primo tratto di via di San Giovanni in Laterano, meglio conosciuta come “Gay Street”. Anche stavolta, i provvedimenti sono stati scritti in maniera approssimativa: “La determinazione con cui l’ amministrazione capitolina ha attuato la pedonalizzazione risulta del tutto oscura quanto a presupposti giustificativi, finalità e iter istruttorio” e, soprattutto, “non emergono le ragioni della scelta adottata”. Improta ora spera nella rapida approvazione in Aula del Piano Generale del Traffico Urbano, che “consentirà anche di sanare tutti i rilievi sollevati dal Tar in merito alla carenza di istruttoria delle delibere adottate dalla Giunta”. O almeno questo è l’ auspicio.
vincenzo bisbiglia

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