11 Dicembre 2017

Definiti i nuovi collegi elettorali disegnati dal “Rosatellum”

S. Agata Militello Il Consiglio dei ministri ha definito i collegi elettorali in base alla nuova legge, il “Rosatellum”. Si tratta di un nuovo sistema misto, che comprende sia una quota decisa con il sistema maggioritario, sia una con il proporzionale. La Sicilia è stata suddivisa i 2 circoscrizioni, Occidentale e Orientale. I comuni della provincia di Messina sono stati diversamente distribuiti fra i collegi plurinominali e uninominali. Per il Senato Sant’ Agata Militello con altri 13 comuni dell’ area Nebrodi (Acquedolci, Capizzi, Caronia, Castel di Lucio, Cesarò, Mistretta, Motta d’ Affermo, Petttineo, Reitano, San Fratello, San Teodoro, Santo Stefano di Camastra e Tusa), è stata inserita nel collegio di Enna-Gela, che si compone di 54 comuni. Per la Camera nel “mega-collegio” della “Sicilia 2”, plurinominale (cioè formato da collegi uninominali contigui) sono ricompresi anche i primi 3 collegi uninominali di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto ed Enna, che complessivamente contano 130 comuni con ben 823 mila elettori. Questo mega-collegio eleggerà 5 parlamentari. Poi ci sono altri collegi: Acireale, Catania, Misterbianco (qui si ferma il secondo mega-collegio, che eleggerà 5 deputati), e poi Paternò, Ragusa, Avola e provincia di Siracusa, Siracusa e comuni limitrofi (ecco il terzo mega-collegio che eleggerà 7 parlamentari). In Sicilia 19 seggi della Camera e 9 del Senato verranno decisi con il sistema maggioritario, cioé nei collegi uninominali (come avveniva con il Mattarellum), poi ci sono 33 seggi della Camera e 16 seggi del Senato che verranno decisi con il sistema proporzionale, cioé sulla base di liste bloccate in collegi plurinominali. E per il Rosatellum sta per arrivare il primo banco di prova. Domani la legge elettorale finirà sotto esame della Corte Costituzionale. A differenza di quanto accaduto prima con il Porcellum e poi con l’ Italicum, stavolta non sono stati Cassazione e giudici di merito a investire la Consulta. Ma il Codacons, alcuni parlamentari e i capigruppo dei Cinquestelle a Camera e Senato. E in discussione non c’ è il contenuto delle nuove regole, ma il modo in cui sono state approvate, con il ricorso alla fiducia da parte del Governo. Una procedura che, comprimendo il dibattito parlamentare, avrebbe violato le prerogative costituzionali di deputati e senatori e dell’ intero corpo elettorale. (m.r.)

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