Deficit record, mai cos male dal 1996
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fonte:
- Il Secolo XIX
Roma. I soldi incassati sono stati di meno di quelli del 2008, quelli spesi di pi: l’ anno della grande crisi manda in tilt il bilancio pubblico italiano che chiude il 2009 con un deficit pari al 5,2% del Pil, quasi il doppio rispetto al 2,7% dell’ anno precedente. Un dato, quello diffuso ieri dall’ Istat, di poco migliore rispetto al 5,3% precedentemente comunicato dallo stesso istituto e previsto dal governo. Ma solo – spiegano i tecnici – per una diversa contabilizzazione degli effetti delle operazioni di swap. Quello sul deficit in ogni caso del dato peggiore degli ultimi 14 anni, dal 1996 che non si registrava un livello cos alto. Il totale delle uscite cresciuto nel corso dell’ anno del 3%, con un +2,5% nell’ ultimo trimestre (+3,5% nel 2008), cos che oggi lo Stato "si mangia" pi della met, il 51,9%, del Prodotto interno lordo. Andando a spulciare i dati, in particolare, si scopre che le uscite per redditi da lavoro dipendente nel quarto trimestre dell’ anno scorso sono scesi dell’ 1,6% ma che comunque nell’ anno hanno registrato un +1%, da confrontare per con un’ inflazione media al +0,8%. La spesa per pensioni aumentata del 5,1% mentre un po’ di fiato lo d l’ esborso per gli interessi passivi (-12,9% nell’ anno) per il probabile effetto del calo dei tassi di interesse. Per quanto riguarda invece le entrate, l’ anno si chiude con un -2% (-1,2% nell’ ultimo trimestre, a quota 218,3 miliardi) rispetto a un +0,9% del 2008. Nelle casse dello Stato viene versato il 46,6% del Pil, cio di tutto quanto viene prodotto nel Paese in un anno. Il calo del 2009 dovuto in gran parte al crollo delle imposte dirette (-7,1%), cio le tasse su redditi e patrimoni, e un -4,2% per le indirette (e tra queste l’ Iva, che il termometro dell’ andamento dell’ attivit economica). Due cali che per dimensione non riescono ad essere equilibrati dal vero e proprio "boom" delle imposte in conto capitale che hanno segnato un +2.409,8% per effetto dei 5 miliardi arrivati con lo scudo fiscale. Tra i dati non positivi da segnalare quello dell’ avanzo primario (cio la differenza fra entrate e spese pubbliche, al netto degli interessi sul debito), negativo per la prima volta dal 1991: -0,6%, contro un +2,5% nell’ anno precedente. Secondo il Codacons, questi dati dimostrano che fallita la politica del governo tesa a contenere la spesa, riducendo quindi gli stimoli per l’ economia, per non appesantire i conti pubblici. Il governo riuscito nell’ impresa – polemizza una nota dell’ associazione – di avere contemporaneamente sia un tracollo senza precedenti del Pil che un peggioramento dei conti pubblici, sia un aumento della pressione fiscale rispetto al Pil che una spesa pubblica indirizzata alla ripresa dell’ economia e alla salvaguardia della capacit di spesa degli italiani tra le pi basse dell’ Unione europea. Al ministro dell’ Economia Giulio Tremonti viene cos chiesto di ravvedersi, cominciando con l’ aggiungere uno zero agli incentivi ridicoli e tardivi decisi con il decreto legge. riproduzione riservata 03/04/2010 5,2%Il rapporto tra il deficit e il Pil. Si tratta del dato peggiore dal 1996. Comunque lievemente pi positivo della previsione del governo che aveva fissato l’ asticella al 5,3% 03/04/2010 -7,1% il calo delle entrate generate dalle tasse sui redditi e sul patrimonio. Le imposte indirette, tra cui l’ Iva, sonoinvece calate "solo" del 4,2% 03/04/2010 0,6% il disavanzo primario rispetto al Prodotto interno lordo. la prima volta da 18 anni che il dato sull’ avanzo primario scende su valori negativi 03/04/2010.
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