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16 Maggio 2014

Defibrillatori, Palagiano (Giec): farmacisti utili nei centri commerciali

Defibrillatori, Palagiano (Giec): farmacisti utili nei centri commerciali

L’ uso dei defibrillatori è auspicabile anche nei centri commerciali e il farmacista, spesso già presente con la sua attività, potrebbe essere la figura sanitaria più idonea all’ utilizzo in caso di necessità, purché opportunamente formato. Questo il parere di Francesco Palagiano , responsabile della sezione farmacisti del Gruppo per l’ intervento nelle emergenze cardiologiche (Giec), interpellato da Farmacista33 sulla questione dei defibrillatori nei grandi centri commerciali, tornata di attualità dopo una serie di incidenti, culminati pochi giorni fa con il decesso di un commesso di Eataly a Roma. Se il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha dichiarato che sarebbe auspicabile la presenza sia di un punto medico fisso sia di una squadra di vigili del fuoco, secondo il segretario nazionale dell’ Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) Primo Mastrantoni andrebbe invece “potenziato il sistema di defibrillatori automatici da prevedere in questi luoghi, con conseguenti corsi di formazione per il personale”. “I farmacisti sono operatori sanitari e se qualcuno si sente male in un centro commerciale di sicuro qualcuno chiamerà il farmacista del corner” dice Palagiano “Il punto essenziale è che deve essere formato per affrontare certe situazioni di emergenza. Diffondere l’ installazione dei defibrillatori nei centri commerciali è un obiettivo che condividiamo e che ha chiaramente la sua ragion d’ essere, ma limitarsi a mettere l’ apparecchio significa esporsi al rischio che al momento dell’ incidente non ci sia nessuno che lo sappia utilizzare”. È per questa ragione che Palagiano è in prima fila nella formazione dei farmacisti: “siamo partiti da Napoli, il nostro territorio, ma riteniamo che l’ iniziativa si possa e debba allargare a tutto il Paese; è un’ opportunità enorme per i farmacisti di proporsi come soccorritori territoriali. Siamo ormai al secondo anno, abbiamo già fatto otto corsi di formazione e oltre 500 farmacisti hanno così conseguito il brevetto internazionale”. Pelagiano segnala già due salvataggi documentati a opera dei corsisti: “in entrambi i casi il salvataggio non è avvenuto grazie al defibrillatore, ma la persona è stata tenuta in vita con il massaggio cardiaco: lo strumento è utile, ma la formazione è molto più importante”.

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