23 Ottobre 2020

Deepfake, donne “spogliate” su Telegram. Il Garante Privacy apre un’ istruttoria

Sono circa 680mila , secondo quanto riportato da la Repubblica , le donne vittime di un particolare tipo di ” deepfake “, uno strumento che permette agli utenti di manipolare immagini e video per trasformare il volto, la voce e il corpo delle persone. Le ragazze si sono ritrovate, a loro insaputa, “spogliate” su Telegram tramite un software chiamato ” DeepNude “, disponibile sul canale social, che utilizza l’ intelligenza artificiale per ricostruire l’ aspetto che avrebbe il corpo sotto gli indumenti . Preoccupato per le conseguenze della diffusione di tale software tra gli utenti del social, il Garante per la protezione dei dati personali , composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia, Guido Scorza, ha deciso di aprire un’ istruttoria nei confronti di Telegram , social già oggetto di un’ attività di verifica da parte dell’ Autorità. Deepfake, il parere del Garante Privacy “Le gravi lesioni alla dignità e alla privacy a cui l’ uso di un software simile espone le persone, soprattutto se minori , sono evidenti – spiega il Garante Privacy in una nota – considerato anche il rischio che tali immagini vengano usate a fini estorsivi o di revenge porn e tenuto conto dei danni irreparabili a cui potrebbe portare una incontrollata circolazione delle immagini, fino a forme di vera e propria viralizzazione. La facilità d’ uso di questo programma rende, peraltro, potenzialmente vittime di deepfake chiunque abbia una foto sul web”. Il Garante chiederà, pertanto, a Telegram di fornire informazioni , al fine di verificare il rispetto delle norme sulla protezione dei dati nel momento in cui tale software viene messo a disposizione degli utenti, nonché di accertare l’ eventuale conservazione delle immagini manipolate e le finalità di tale conservazione. Oltre all’ avvio dell’ istruttoria, il Garante sta valutando ulteriori iniziative per contrastare gli usi illeciti di questo tipo di software e contenere gli effetti distorsivi del più ampio fenomeno del deepfake . Codacons: tutelare la dignità degli utenti Bene per il Codacons l’ istruttoria aperta dal Garante Privacy nei confronti di Telegram . “Dalle applicazioni per gli smartphone ai social più famosi si assiste oramai ad una pericolosa deriva verso illegalità, pornografia e violenza, in grado di danneggiare soprattutto i più giovani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo, chiediamo di aprire un’ istruttoria su tutti i social network che non intervengono per bloccare i comportamenti illeciti sulle piattaforme da loro gestite, per tutelare la dignità e la sicurezza degli utenti”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox