Decreto rimborsi, scatta l’ ultima chiamata
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fonte:
- Corriere delle Alpi
a roma verrà portata la proposta di tria sul “doppio binario”. di maio: «domani si firmano i decreti o indennizzo diretto»
Roberta Paolinipadova. A 11 mesi dalla promessa (era il 24 maggio 2018) di rendere giustizia ai risparmiatori traditi dalle banche Giuseppe Conte ha la responsabilità di tornare davanti ai rappresentanti degli ex azionisti e obbligazionisti delle due popolari venete e delle quattro popolari andate in risoluzione. Ci saranno tutti, non solo le associazioni che hanno maturato una vicinanza maggiore con questo esecutivo. Il presidente porterà il testo dei decreti di rimborso davanti ad una platea per nulla omogenea. Ci sono gli oltranzisti del rimborso diretto per tutti, vale a dire il Coordinamento Don Torta con l’ avvocato Arman e Luigi Ugone con Noi che credevamo. E poi ci sono le 13 associazioni riunite nella cabina di regia con il prof. Rodolfo Bettiol, ispiratore della prima versione della legge, che sono favorevoli anche al ricorso di un arbitro, ma difendono la via preferenziale per i casi sociali. Non è ben chiaro quale sarà l’ effettiva proposta che il premier sottoporrà alle associazioni. A tutta ieri le versioni erano discordanti. E le sortite dei vari protagonisti non aiutano a definire con chiarezza cosa avverrà. La convocazione è per domani alle 12, Palazzo Chigi, sala Verde. Alcune associazioni non avevano ancora ricevuto l’ email, ma ci ha pensato Patrizio Miatello di Codacons a inoltrare l’ invito a tutti, chiedendo anche la presenza del ministro Tria. Quello che si sa è che il presidente del consiglio porterà un testo, quello partorito dal Mef, scritto tenendo conto dei caveat dell’ Europa: doppio binario di rimborso, un arbitro che valuti caso per caso. La corsia preferenziale, quindi con indennizzo immediato, sarà dedicata a quelli con Isee sotto i 35 mila euro o investimento inferiore ai 100 mila euro. Da Via XX Settembre assicurano che così la platea coperta riguarderebbe la quasi totalità degli investitori, il 90%, dicono. Per tutti gli altri invece si dovrà passare attraverso un ente terzo, un arbitro, (forse Consap), anche se, pure in questo caso, mantenendo l’ inversione dell’ onere della prova, la domanda dovrebbe essere agevole e semplificata. Questa sarebbe la linea, ma se non dovesse passare l’ esame delle associazioni il rischio che salti il tavolo non è stato definitivamente allontanato. Ancora ieri, Luigi Di Maio che con i 5Stelle si gioca in questa partita una fetta sostanziosa del proprio consenso, andava dicendo: «Non si tratta di attaccare qualcuno (riferito al Ministro Tria ndr.), ma di mantenere la promessa di risarcire i truffati delle banche. Siamo in una follia in cui abbiamo stanziato soldi ma manca una carta che eroghi alle persone questi soldi. Io in Cdm ci ho tenuto a dire che non si modifica nulla della normativa senza il dialogo con i truffati. Il governo è amico dei risparmiatori. Lunedì si fa questo incontro poi o si firmano i decreti o si erogano i soldi direttamente senza un minimo di contenzioso o arbitrato». Aggiungendo «Le regole Ue non ci vietano di risarcire senza arbitrati». Mentre il vice di Tria, Massimo Garavaglia, sempre ieri dava la questione «al 90% risolta». Precisando: «Poi è evidente che lo sblocco automatico per i più bassi, per chi ha messo la liquidazione, ci sta tutto, mentre qualcuno che ha messo mezzo milione di euro deve essere sottoposto a un minimo di verifica». Speriamo sia evidente anche lunedì a Roma. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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