9 Febbraio 2003

Decreto Rc auto: appello alla Consulta




Roma. Nella contesa tra consumatori e compagnie di assicurazione sull`Rc auto, entra in gioco anche la Corte Costituzionale, che sarà chiamata a pronunciarsi sul decreto frena-ricorsi varato venerdì dal governo. E` l`Intesa dei consumatori che alza il tiro e chiede l`intervento della Consulta, annunciando che già da lunedì il provvedimento sarà impugnato «nelle udienze fissate davanti ai giudici di Pace, ricorrendo alla Corte Costituzionale per palese incostituzionalità». A difendere il provvedimento, invece, è il ministro delle Attività produttive Marzano.
Secondo l`Intesa (che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), il decreto è incostituzionale perchè la nuova norma, «nel sottrarre il principio di equità ai ricorsi sulla Rc auto, modifica le regole del gioco per favorire gli interessi delle compagnie contro i diritti dei consumatori».
Non c`è solo l`Intesa, tuttavia, a tuonare contro il decreto frena-ricorsi. «Per fermare un rimborso – afferma Paolo Landi dell`Adiconsum – il governo ha decapitato l`accesso alla Giustizia per tutto il settore del consumo». «Questo significa che per chiedere o contestare una bolletta o un servizio per l`acqua, il gas, la luce, l`assicurazione, il telefono, in futuro il consumatore dovrà rivolgersi all`avvocato, anche per contenziosi da pochi euro».
Ma il ministro delle Attività produttive Marzano, difende il decreto affermando che senza di esso le domande di risarcimento sarebbero state un boomerang per i consumatori: «Se fossero partite tutte le richieste di rimborso – ha sottolineato – le compagnie avrebbero dovuto pagare cifre tali che si sarebbero rivalse aumentando i premi sulle assicurazioni». Ma il decreto non è l`unica arma che il governo mette in campo per bloccare ulteriori aumenti dei premi: il comitato di controllo sarà l`avamposto dell`esecutivo contro i rincari. Quando si verificheranno «aumenti dei premi assicurativi al di sopra di una certa media – ha promesso Marzano – saranno chiamate le compagnie che applicano questi aumenti e gli si chiederà perchè».
«Il decreto legge approvato dal governo – sostiene l`avvocato Carmelo Calì, responsabile siciliano di Confconsumatori – rende più difficile per i consumatori proporre i giudizi tesi a ottenere la restituzione di una quota della Rc auto. Costituisce pertanto un attacco ai diritti dei consumatori».
«Il ministro Marzano – prosegue – aveva detto di essere terzo nel confronto tra Ania e Associazioni dei consumatori. In realtà é avvenuto il contrario perché il governo così facendo ha dimostrato di essere schierato dalla parte delle compagnie. La Confconsumatori Sicilia invita i consumatori ad inviare un messaggio on-line («No a provvedimenti salva compagnie, chiediamo un intervento del governo per tutelare i giusti diritti dei consumatori»), alla presidenza del Consiglio dei ministri (mail: [email protected]; mail: [email protected]) per manifestare un secco «No» al decreto legge.
La Confconsumatori Sicilia ritiene che la vicenda metta in evidenza il completo disconoscimento del ruolo assegnato alle Associazioni dei consumatori dall`Ordinamento italiano e dai Trattati dell`Unione Europea e invita i parlamentati siciliani a non votare la conversione in legge del decreto e a dichiarare subito la propria posizione. Li invita altresì ad aderire alla «lobby bipartisan» a favore dei consumatori, che sarà battezzata martedì in Parlamento per iniziaitva dei deputati Bonacin (An) e Mazzarello (Ds). «Se il decreto sarà trasformato in legge – promette la Confconsumatori Sicilia – renderemo noti i nomi dei deputati e senatori siciliani che l`hanno votato».

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