8 Luglio 2006

“Decreto non è dogma“ e i tassisti revocano lo sciopero



ROMA – “Non c`è nessun dogma“. E ancora: “Se i tassisti proporranno soluzioni che non penalizzano i cittadini, siamo disponibili a ritoccare il decreto“. Le prime reazioni al termine dell`incontro tra sindacati, ministro Pierluigi Bersani e alcuni sindaci, sono positive. Tanto che i tassisti hanno deciso di revocare lo sciopero generale previsto per l`11 luglio. In sostanza il titolare dello Sviluppo economico si rende disponibile a rivedere il decreto sulle liberalizzazioni – nel merito il passaggio sul cumulo delle licenze dei taxi – “purchè si venga incontro all`esigenza di aumentare il servizio, che sta alla base del decreto“. Le parole sono del sindaco di Roma, Walter Veltroni che, al termine dell`incontro, ha anche confermato come la riunione si sia svolta in un clima sereno e collaborativo. Bersani, dal canto suo, in una nota diffusa dopo il confronto fa sapere che “non esistono preclusioni ad individuare forme alternative al cumulo delle licenze“. L`importante è che si giunga a “un reale potenziamento del servizio pubblico dei taxi, sia sul versante della flessibilità che su quello dell`accesso all`attività“. La linea viene confermata anche dai tassisti: “E` stato ritirato il cumulo delle licenze, ma noi in cambio dobbiamo trovare delle forme alternative di flessibilità e di potenziamento del servizio. Ma a questo punto lo sciopero generale viene revocato“, spiega Pietro Marinelli dell`Ugl. L`idea è quella di agire sulla flessibilità di orario dei turni. E mentre una conferenza stampa, organizzata da An e Ugl per domani nella capitale, a piazza Venezia, è stata annullata, soddisfazione arriva anche dai consumatori del Codacons. E, ancora, da Gianni Alemanno secondo il quale, comunque, “con i tassisti il governo poteva parlare prima“. Dopo il primo abboccamento di oggi i protagonisti della partita si ritroveranno lunedì per un nuovo “tavolo tecnico“. Sembra quindi chiudersi al meglio una giornata iniziata con i tassisti sul piede di guerra. La condizione per evitare una nuova protesta era quella che il ministro fosse disposto a rimettere in discussione il decreto proprio là dove prevede il comulo delle licenze. “Se non usciamo da qui con l`impegno del governo a cancellare il cumulo delle licenze, da stasera ricominceranno le proteste“, avevano annunciato i tassisti prima di andare da Bersani. Una posizione, questa, sulla quale erano d`accordo tutte le sigle sindacali che questa mattina si sono incontrate a Roma presso la Cna Fita, come riferito dal responsabile Maurizio Longo. Loreno Bittarelli, presidente dell`Uri (una delle sigle sindacali dei tassisti) aveva parlato chiaro: “Se si rimuove il cumulo delle licenze da domani siamo pronti ad aprire un`autostrada. Questo non è un incontro interlocutorio se non tolgono il cumulo siamo pronti a riprendere le proteste da stasera“. Nel caso si trovasse un accordo sul cumulo, aveva chiosato Bittarelli, “dopo il governo dovrebbe darci 10/15 giorni per trovare una posizione unitaria tra di noi da tradurre in proposte da formulare“. A Torino il movimento dei consumatori ha depositato un esposto-denuncia presso la procura della Repubblica contro l`astensione collettiva dal servizio pubblico dei taxi di questi giorni.

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