7 Luglio 2006

DECRETO BERSANI: I TAR CHIEDONO 250 EURO DI TROPPO!

IL CODACONS INVITA IL MINISTRO PADOA SCHIOPPA A DARE ISTRUZIONI CORRETTE E A FAR PERCEPIRE, PER I RICORSI CHE CONTENGONO ANCHE LA SOSPENSIVA, UN UNICO ATTO DA 500 EURO COMPLESSIVI E NON 750 EURO COME RICHIESTI ADESSO





In una lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell?economia Padoa Schioppa il Codacons solleva una questione verificatasi in questi giorni nei palazzi di giustizia, a seguito del varo del Decreto Bersani sulla competitività.

?Erroneamente ?
si legge nella lettera del Codacons – gli uffici ricezione ricorsi del giudice amministrativo pretendono il pagamento del contribuito unificato nella misura di 750 euro anche quando un unico ricorso contiene istanze cautelari o altre. E? evidente, invece, che il D.L. Bersani prevede il pagamento di 250 euro per le istanze cautelari quando costituiscono autonomo ricorso sia pure limitato alla fase cautelare.
Viceversa quando l?istanza cautelare è inclusa nel ricorso principale l?imposta dovuta è di 500 euro complessive.

E? evidente che il costo delle spese di giustizia deve esser legato alle attività del giudice e delle cancellerie e non certo al numero e qualità delle istanze contenute nell?atto introduttivo o formulate nel corso del processo.

Diversamente l?imposta sarebbe non per spese del processo ma correlata alla quantità di giustizia che si richiede e quindi assolutamente incostituzionale?.


Il Codacons ha quindi chiesto al Ministro Padoa Schioppa di porre rimedio a tale situazione dando istruzioni corrette agli uffici giudiziari onde evitare disagi agli utenti della giustizia.




  • Il testo del DECRETO-LEGGE 4 luglio 2006, n. 223

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