11 luglio 2017

Decreto banche, il governo pone la fiducia. I 5S mostrano salvadanai in Aula

 

 

ROMA – Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Banche venete. Lo ha annunciato in Aula alla Camera la ministra dei Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro. Poco dopo l’intervento della ministra, i 5 Stelle hanno protestato e sono stati più volte richiamati dal presidente di turno, Simone Baldelli.

La protesta dei 5 Stelle ha interrotto le parole di Finocchiaro, e dai banchi dei pentastellati si sono levati anche cori “ladri, ladri” rivolti al governo. I deputati hanno innalzato un enorme striscione con la scritta “ladri di risparmi” e “No al ricatto delle banche”, ed avevano decine di salvadanai di ceramica con dentro delle monetine che hanno fatto risuonare in Aula.
Decreto banche, il governo pone la fiducia. I 5S mostrano salvadanai in Aula
Condividi
Prima di arrivare alla richiesta di fiducia, la maggioranza aveva rinunciato ad apportare modifiche al testo del decreto legge nel comitato dei nove riunitosi. E’ così caduta l’ipotesi di un rinvio in commissione per inserire le proposte di modifica avanzate la scorsa settimana dal relatore e dal governo. La fiducia è quindi posta sul testo licenziato la scorsa settimana dalla commissione Finanze, che rispetto al testo originario ha subito solo l’inserimento del decreto legge sulla sospensione del pagamento di un bond di Veneto Banca.
Decreto banche, il governo pone la fiducia. I 5S mostrano salvadanai in Aula
Condividi
Di banche venete aveva parlato anche la Consob, l’Autorità dei mercati finanziari, il cui capo dell’Arbitro per le controversie finanziarie Gianpaolo Eduardo Barbuzzi ha spiegato che molti ricorsi sono arrivati proprio da quella regione. “Nella ripartizione territoriale il Veneto è nettamente prevalente come regione” ha spiegato Barbuzzi a margine di un convegno alla Bocconi, sottolineando che “c’è una prevalenza di ricorsi che arrivano dal Nord Italia”. Si tratta di un dato “fisiologico tenendo conto che la maggior parte della ricchezza nazionale è nel Nord”.

E intanto il Codacons ha presentato un esposto alla Commissione Europea in cui si chiede di aprire un procedimento e di sanzionare l’Italia per aver concesso aiuti di Stato vietati a Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza: “Gli aiuti di Stato concessi a favore di due istituti bancari che si trovano nell’attuale situazione di dissesto economico-finanziario a causa della scellerata e truffaldina gestione dei vertici amministrativi e per i quali sono in corso accertamenti presso le competenti autorità penali nazionali, rappresenta una grave violazione della normativa sugli aiuti di stato così come stabilita dal TFUE – scrive il Codacons nell’esposto – Considerando che il mercato dei servizi bancari è aperto nei territori degli Stati membri, l’aiuto a due banche nazionali lede anche gli interessi delle banche di qualsiasi altro Stato Ue”.