14 Dicembre 2004

DECLINO ECONOMICO: ANCHE IL RAPPORTO DI CONFINDUSTRIA CONFERMA LE TESI DI INTESA

    DECLINO ECONOMICO: ANCHE IL RAPPORTO DI CONFINDUSTRIA CONFERMA CHE L?ITALIA VIVE LA CRISI PIU? GRAVE DEL DOPOGUERRA ! MA IL DR. MONTEZEMOLO DEVE PAGARE LE ROYALTIES A INTESACONSUMATORI CHE AVEVA DIAGNOSTICATO DA TEMPO UNA CRISI ECONOMICA IRREVERSIBILE CHE HA IMPOVERITO, RIDUCENDO SUL LASTRICO, GRANDI MASSE DI LAVORATORI E PENSIONATI ANCHE DEL CETO MEDIO

    INTANTO I CONSUMATORI RINGRAZIANO IL GOVERNO PER 122 EURO IN PIU? DI BALZELLI CHE SCATTERANNO DAL 1 GENNAIO 2005 A CARICO DELLE FAMIGLIE !






    ?L`Italia vive la fase più critica dal dopoguerra: Da allora ad oggi un insieme di parametri così negativi io non lo ricordo“. Non usa mezze parole il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Dal rapporto previsionale 2004-2006 che il Centro studi ha presentato oggi emerge un vero e proprio grido d`allarme degli industriali: l`Italia è fuori dalla stagnazione ma crescono incertezze e rischi di cedimento, mentre diminuiscono i nuovi posti di lavoro. E ancora: la crescita sarà più bassa di quella prevista da Palazzo Chigi. Noi ci limitiamo a dare la fotografia delle tendenze che emergono via via per portarle all`attenzione del mondo industriale e poi all`esterno. Ma possiamo dire senza dubbio – dice Montezemolo – che siamo di fronte a dei veri e profondi problemi strutturali“. “La ripresa dell`anno in corso – si legge nel rapporto – ha fatto riguadagnare fiato all`economia italiana dopo la pesante stagnazione dei due anni precedenti. Ma un solo dato è certo in prospettiva: aumenta l`incertezza e crescono i rischi di cedimento“. Modesta la crescita del Pil che passerà dall`1,4% nel 2005, all`1,5% nel 2006.


    Anche il Centro studi di Confindustria, che solo 3 anni fa, in perfetta sintonia con il Governatore della Banca d?Italia Fazio, diagnosticava un ?nuovo miracolo economico?, ha dovuto fare una conversione ad U, affermando che la crisi che pervade milioni di lavoratori e pensionati, anche del ceto medio, ai quali sono stati scippati 52 miliardi di euro con il pretesto dell?euro con la complicità di un Governo che ha nascosto la testa sotto la sabbia non effettuando alcun controllo sui prezzi, costretti ad indebitarsi per sopravvivere, si ripercuote sull?economia che ristagna.

    Ma il presidente Montezemolo, dovrebbe pagare le royalties all?Intesaconsumatori, che da oltre 3 anni ha quotidianamente denunciato una situazione di speculazione sui prezzi ed un impoverimento progressivo di tutti coloro che subiscono i prezzi, a vantaggio di coloro che li hanno determinati, effettuando ben 4 scioperi della spesa ,ed una politica economica del Governo che ha salvaguardato gli esclusivi interessi dei soliti noti, senza intaccare le rendite di monopolio presenti nella maggior parte delle grandi imprese italiane anzi, ha dato il più cattivo degli esempi sanando quelle politiche di cartello, come quello assicurativo sanzionate dall?Antitrust.

    E mentre il Governo, che ha fatto una manovra da 31 miliardi di euro, elargisce tramite una riforma fiscale iniqua a quei ceti che non ne sentono alcun bisogno qualche migliaio di euro pro-capite, senza sentire il dovere di restituire il fiscal drag a lavoratori e pensionati, si profilano stangate certe pari ad almeno 122 euro a famiglia dal 1 gennaio 2005, tra ?riequilibrio? tariffario richiesto da Telecom Italia (37 euro); aumento dell?Ici (50 euro); rincaro delle bollette elettriche (15 euro) e del Gas (20 euro), senza contare l?aumento della fiscalità locale (Irpef Regionale, Tarsu, Bolli, ecc.), che sarà imposta dagli enti locali per riequilibrare i tagli dei trasferimenti e far quadrare i bilanci.





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