27 Marzo 2020

«Decine di richieste dalle famiglie»

«Mentre gli asili, le case di cura e i centri diurni pubblici rientrano nel “Cura Italia” e le rate sono state sospese, attualmente le norme adottate per fronteggiare l’ emergenza Covid-19 non riportano alcunché circa la possibilità per i genitori di sospendere il pagamento delle rette scolastiche né di richiedere il rimborso delle quote già versate per il privato». I rimborsi delle rette alle scuole private rappresentano uno dei temi emersi con l’ emergenza coronavirus: un tema di cui si è fatto carico Adiconsum Bergamo, che sottolinea che anche i genitori delle paritarie «hanno il diritto di non pagare le rette nei mesi di chiusura delle scuole». Gli istituti paritari rappresentano, in Italia e nella Bergamasca, una parte importante del sistema educativo e formativo. Mediamente una famiglia sostiene costi per una cifra compresa tra i 500 e i 600 euro al mese per mandare il proprio figlio in strutture private. «Stiamo ricevendo decine di richieste da molti genitori che ci chiedono se possano ottenere o no il rimborso e sospendere le rate per il mancato servizio. La sospensione dei servizi educativi – spiega Mina Busi di Adiconsum – ha creato non pochi disagi alle famiglie che, a oggi, si ritrovano ad aver già pagato interamente o parzialmente le rette scolastiche dei figli; a queste si aggiungono anche tutti quei servizi “extra scolastici” come la mensa, il trasporto scolastico e il servizio pre e post scuola.». Secondo Mina Busi, «la mancata fornitura del servizio nella situazione attuale non dipende dalla volontà della famiglia, che anzi riceve un danno economico per il mancato servizio, non dipende neppure dalla volontà dell’ asilo. Come per qualunque servizio o prestazione non erogata, chi ha già pagato ha diritto alla restituzione delle somme, altrimenti si verificherebbe un indebito arricchimento in capo a detti istituti oltre che conseguenti disagi alla situazione patrimoniale di numerose famiglie bergamasche. Ovviamente non si ha diritto al risarcimento del danno per inadempimento». Quindi i genitori di figli iscritti a scuole per l’ infanzia e alla primaria private avrebbero diritto al rimborso di quanto pagato per il periodo di chiusura delle scuole, nonché il diritto a non pagare la retta per tutto il periodo di chiusura. «È auspicabile però un intervento da parte del ministero – conclude Mina Busi – per evitare migliaia di contenziosi tra famiglie ed enti scolastici. In tal senso abbiamo sollecitato l’ azione dei parlamentari bergamaschi». Una situazione su cui si è esposto anche Codacons: «Ci giungono segnalazioni su segnalazioni – dice il presidente Marco Maria Donzelli – proprio su questo tema. Va da sé che se il servizio non è erogato, nessun corrispettivo economico è dovuto da parte dei genitori». Al. Ba.

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