DECIDERà, FORSE, OGGI IL GIUDICE CIVILE DI ROMA, EUGENIO CURATOLA
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fonte:
- Il Mattino
Deciderà, forse, oggi il giudice civile di Roma, Eugenio Curatola. Se non lo farà, sarà del tutto inutile sapere poi, a referendum concluso o a poche ore dalla chiusura dei seggi, se aveva ragione il Codacons e il comitato del no, o lo Stato. Il Codacons, infatti, ha presentato ricorso per chiedere un provvedimento d`urgenza per invitare il ministero dell`Interno a inviare Sms ai cittadini sul referendum. Dubbia, per l`avvocato dello Stato Fabrizio Fedeli (che rappresenta il ministero), la legittimazione del Codacons a presentare il ricorso. “Si tratta di esercizio di diritti di informazione – spiega – in materia elettorale: enti esponenziali come i comitati, per poter presentare ricorso, devono essere titolari di un interesse duraturo“. Nel merito, poi “non ci sono dati statistici – afferma Fedeli – dai quali affermare che parte dell`elettorato non sia stata informata sulle modalità dei referendum. L`invio di Sms è rimesso alla valutazione discrezionale dell`amministrazione, anche perché è una scelta che potrebbe ledere la privacy dei cittadini“. Ma quale protezione della privacy, sbotta il Codacons “quando faceva comodo – afferma l`avvocato Carlo Rienzi – è stato fatto. È una disparità di trattamento inconcepibile, il referendum non è un`elezione minore“. A creare il “passaparola“ per ricordare l`appuntamento del referendum ci sta pensando il “comitato per il sì“: “Vai a dirgli 4 sì – è il testo – e giacchè glielo dici, manda sms a 10 amici“. Mentre il Viminale continua a diffondere un dettagliato vademecum per ricordare orari, i 4 quesiti, come si vota, la tessera elettorale (chi l`ha smarrita può richiederla entro oggi o durante i giorni della votazione agli uffici comunali). Lo scrutinio, si ricorda, inizierà lunedì dopo la chiusura dei seggi. Già hanno votato, invece, gli italiani residenti all`estero. “Ma non credo siano stati molti, non più del 20 per cento“ afferma il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia. Polemico su questi dati Luciano Violante, capogruppo Ds alla Camera che ricorda le ripetute denunce della Quercia sul voto degli italiani all`estero: “Abbiamo segnalato – sottolinea Violente – da giorni tutti i nomi di persone irreperibili o addirittura decedute. Per non parlare dei 9.000 militari all`estero e del personale consolare che non può votare. Ci sono tante cose che non vanno. Pisanu aveva chiesto al presidente della commisione Affari costituzionali di lavorare affinché venisse approvata una proposta di legge che consentisse ai militari impegnati all`estero di votare, ma questa proposta non è mai stata messa all`ordine del giorno“.
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