17 Marzo 2020

Decesso al Cannizzaro aumentano i ricoverati nelle Rianimazioni

il punto. morto un 52enne che soffriva anche di ipertensione e diabete intubato un vigile del fuoco. diversi casi sospetti al ps del policlinico
Giuseppe BonaccorsiPurtroppo c’ è il primo morto a Catania Un uomo di 52 anni è deceduto ieri nel reparto di Rianimazione dell’ ospedale Cannizzaro, dove da venerdì si trovava in terapia intensiva per insufficienza respiratoria. L’ uomo, affetto da altre patologie, era stato preso in carico al pre-triage infettivologico con febbre, tosse e difficoltà respiratorie e sottoposto al tampone per il Covid-19, risultato positivo. La vittima soffriva di ipertensione e di diabete. C’ è da aggiungere che contemporaneamente al decesso dell’ uomo è giunta al Cannizzaro una donna affetta d simili patologie e anche questa è stata ricoverata alla Rianimazione, che al momento ha occupati tutti e 4 i posti disponibili per Covid. Al reparto di Malattie infettive, invece, sono tra 8 e 9 i pazienti ricoverati per focolai polmonari. Sarebbero cinque al momento i ricoverati in terapia intensiva del Policlinico-San Marco e tra questi il paziente intubato ieri sera sarebbe un vigile del fuoco, mentre resta ricoverato un 78enne che sarebbe stato contagiato dal figlio, anche lui positivo, rientrato dal nord. In “intensiva” anche il professore di Agraria, ma le sue condizioni sono nettamente migliorate. Ieri gran movimento al pronto soccorso per una signora fortemente sospetta, più altri 6 casi in osservazione.Al reparto di Malattie infettive del Garibadi Nesima, invece, sono 4 i ricoverati, compreso il professore endocrinologo. In ambienti medici si sostiene che anche un secondo medico del Garibaldi Nesima, un epatologo, è risultato positivo, ma sarebbe in isolamento a casa. Sono stati effettuati tamponi in reparto per “spegnere” sul nascere un eventuale focolaio di infezione.Catania si conferma la provincia con più casi. Catania e la sua provincia si conferma il punto nevralgico della infezione. Domenica il bollettino regionale parlava di 33 ricoverati, ieri di 45, 9 in più, un dato non preoccupante. L’ assessore regionale alla salute, Ruggero Razza, a una tv ha dichiarato che sono pronti 60 posti di terapia intensiva in tutta la provincia. Cerchiamo di fare un quadro approssimativo. Negli ospedali Asp, centri Covid in rianimazione sono gli ospedali di Biancavilla, Caltagirone e Acireale, con 8 posti rispettivamente, per un totale di 24 letti in rianimazione. Al Garibaldi si è fatta una operazione di sdoppiamento dei reparti di Terapia intensiva. La Rianimazione del «Garibaldi centro» con una ventina di posti è stata trasferita all’ Obi, mettendola a disposizione di malati gravi con Covid. La rianimazione tradizionale sarà invece quella del Garibaldi Nesima. In questo modo i due reparti saranno divisi. La stessa cosa si starebbe attuando al Policlinico con la Rianimazione del San Marco dedicata ai Covid, ma nel silenzio più assoluto su posti disponibili e organizzazione. Il nodo resta quello della dotazione di ventilatori e del personale occorrente. Sono in numero idoneo per coprire questi sessanta posti come dice l’ assessore? Mentre non si parla più del famoso progetto di recupero della palazzina dell’ ex Chirurgia d’ urgenza dell’ Ove. Sarebbe un progetto fattibile, ma occorrerebbe troppo tempo mentre l’ epidemia cresce.Allarme per accessi in aumento con sindromi para influenzali. La raccomandazione data ai cittadini con febbre e altri sintomi è quella di restare a casa. Ma diversi soggetti giunti in ospedale con addirittura mezzi propri sembra che abbiano dichiarato di non aver ricevuto alcuna assistenza dai numeri abilitati per questo genere di interventi. Insomma si ha l’ impressione che il servizio che sarebbe anche deputato al controllo ed eventuale tampone in casa dei malati non funzioni a dovere e i cittadini ad un certo punto atterriti si recano in pronto soccorso col rischio di infettare anche i malati di altre patologie, anche se sono state adottate procedure di protezione. Sarebbe il caso di appurare se bisogna chiudere una falla che rischia di moltiplicare i contagi. Malumore e proteste tra i medici. Un caso la mancanza di tute e mascherine idonee. Sarebbero pochi i presidi per affrontare l’ epidemia. Anche l’ Ugl ha segnalato il pochissimo materiale distribuito tra il personale dei reparti sensibili. Asp, voci su contagi in aumento. Ci sono indiscrezioni sui contagi nel focolaio della direzione dell’ Asp. Al momento ci sarebbero 4 casi confermati, più all’ incirca 6 sospetti e tra questi due dirigenti medici e un direttore di distretto.Un caso a Zafferana e uno a S. Agata li Battiati. Il sindaco di Zafferana, Salvo Russo, ha informato ieri i suoi concittadini di un caso positivo. Riguarda un uomo presumibilmente contagiato dal figlio tornato dieci giorni fa dal nord. I parenti sono stati posti in isolamento. Da ieri l’ ufficio postale di Sant’ Agata li Battiati è chiuso e riaprirà dopo un accurato intervento di sanificazione per scongiurare il rischio di epidemie. Misure adottate dopo che un familiare del direttore è stato trovato positivo al coronavirus. Direttore e impiegati, dunque, hanno applicato le procedure previste dal decreto per quanto riguarda la quarantena.Il Codacons: «Candela “accenditi”. Il Codacons Medici, chiede al commissario in Sicilia per il Covid, Antonio Candela, che con urgenza «lo stesso spieghi alla popolazione siciliana quali iniziative intende intraprendere. Non si comprende e non si accetta che Candela non abbia ancora espresso alcuna proposta e che siano passati già tre giorni nel silenzio assoluto. Non c’ è tempo per pensare troppo. Occorre intervenire subito e con decisione, sfruttando le esperienze della Lombardia, senza avventurose iniziative locali».

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