12 Agosto 2016

Decalogo semiserio del bon ton da spiaggia

Decalogo semiserio del bon ton da spiaggia

di Valeria Di Napoli Il Codacons riceve da anni molte segnalazioni di protesta per il cattivo comportamento dei bagnanti negli stabilimenti balneari e sulle spiagge libere. Perciò quest’anno il segretario nazionale, Francesco Tanasi, ha pensato di stilare un decalogo di bon ton da affiggere qua e là lungo il litorale per ricordare agli spiaggia(n)ti le regole della buona crianza. Le norme riguardano i grandi classici della maleducazione: la suoneria del telefonino, l’uso dei saponi sotto le docce, le pallonate, le urla dei bambini.

Con molta umiltà, avrei alcuni argomenti supplementari da suggerire al dottor Tanasi, se fosse così gentile da prendere nota dei miei 10 punti di fastidio.

1. Quelli che sgrullano l’asciugamano a favore di vento tirandoti una gragnola di sabbia negli occhi alla velocità di 4 nodi di Maestrale.

2. Quelli che scambiano le docce del lido per docce emozionali e ci stanno sotto 20 minuti.

3. Quelli a cui il telefono è stato venduto senza gli appositi auricolari. Incrollabilmente certi che ascoltare la Chapa faccia piacere anche a te.

4. La zia che si sbraccia sulla battigia urlando oltre ogni decibel «Mariaaaa, a ziaaaaa…! Vie’ quaaaa. Ci sta l’anguriaaaaa!»

5. Maria che dal mare risponde: «Mo’ vengoooo!».

6. Quelli che si portano sotto l’ombrellone un bauletto termico da cui tirano fuori un tavolo pieghevole, 4 sedie, un capretto in salmì, una damigiana di Lambrusco, un tonno alla piastra e un cocomero gigante già spicchiato. Evidentemente hanno fatto il corso da illusionisti.

7. I vicini di ombrellone che tirano fuori l’orca già gonfiata. Quando ti giri, la senti che ti alita sul collo, enorme.

8. Le vecchie comari che si piazzano sul bagnasciuga a grappoli di 3, 4, 500 sedie, facendo un catenaccio umano che ti impedisce l’accesso al mare per chilometri e chilometri. O quelle che mettono il lettino di traverso nel bel mezzo della spiaggia, tipo la nave lunga di Battaglia Navale.

9. I racchettoni, gli intramontabili. Fastidiosi in tutti i luoghi e in tutti i laghi, ma in particolare quando i racchettonisti implicati nell’agone sono dei racchettonisti convinti del fatto loro. Quelli che si lanciano a petto di palombo sulla sabbia per prendere la pallina travolgendo uomini, cose, animali. Manco fossero il tennista Roger Federer.

10. Quelli che camminano a braccia larghe ammirandosi gli addominali, come se avessero palle da bowling sotto le ascelle. Antipatici a vedersi, per stare dietro ai muscoli ti vengono addosso. Tra le regole del Codacons, questa dovrebbe essere quella basic. Una volta la insegnavano le mamme: «Guarda dove metti i piedi».

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