2 Gennaio 2010

Debutta la “class action”: prima azione contro le banche. Solo un miraggio per il crac Parmalat?

DA GAZZETTADIPARMA.IT

Al via la “class action”, l’ azione legale collettiva introdotta per la prima volta con la Finanziaria 2008 del governo Prodi e più volte rinviata. I consumatori potranno dunque fare causa comune in Tribunale per ottenere il risarcimento per illeciti avvenuti a partire dal 16 agosto 2009. Escluse le vittime dei più gravi crack finanziari del passato, Cirio e Parmalat – la disciplina non contempla la retroattività -, l’ azione di classe consisterà in un’ azione collettiva, promossa da uno o più consumatori/utenti, i quali agiscono in proprio oppure dando mandato a un’ associazione di tutela dei diritti dei consumatori. Proprio a proposito del crac Parmalat, però, c’ è chi ritiene la possibilità di class action un miraggio, legato alla possibilità per una class action simile di passare la soglia dell’ ammissibilità. La prima azione sarà intentata dal Codacons e riguarderà il settore bancario. Proprio ieri, infatti, l’ associazione dei consumatori ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo. Firmatario della prima class action, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “L’ azione – si legge in una nota – poggia sulle rilevazioni dell’ Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l’ eliminazione della ‘ commissione di massimo scopertò introducendo nuove e più costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte più care rispetto al massimo scoperto”. Si tratterebbe di comportamento illegittimo, ha sottolineato il Codacons, “che produce un danno economico ingente ai consumatori, come dimostrato anche dall’ Autorità della concorrenza e del mercato”. Così, se i giudici dovessero accogliere le istanze dell’ associazione, migliaia di correntisti dei due istituti potranno aderire alla class action chiedendo di esser risarciti per le maggiori spese sostenute, senza necessità di rivolgersi al Giudice. La somma richiesta in giudizio dai correntisti si calcola che sarà pari a 1 miliardo di euro per ciascuna banca. Ma non basta. Anche i Verdi preparano un’ azione di class action contro la tangenziale di Napoli per – ha annunciato il commissario regionale, Francesco Emilio Borrelli – “comportamento commerciale scorretto”, visto che dall’ 1 gennaio 2007 al 1 gennaio 2010 la tangenziale di Napoli “l’ unica a pagamento di tutta Italia,é aumentata di quasi il 23%”.

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