16 Dicembre 2010

Debito pubblico, nuovo record: 31mila euro a testa

Ennesimo record per il debito pubblico italiano che viaggia ormai oltre 1.800 miliardi di euro (esattamente 1.867,398). Calano intanto le entrate tributarie che – secondo i calcoli di Bankitalia – nei primi 10 mesi dell’anno si sono contratte di 5,2 mld, ovvero l’1,8%. Secondo i calcoli del Dipartimento delle Finanze, in realtà, il calo è dello 0,3% al netto delle una-tantum. Inoltre la Banca d’Italia registra il gettito di cassa, mentre i dati del Ministero dell’Economia si riferiscono al gettito di competenza del periodo. Quindi – sempre secondo le Finanze – le entrate sono «sostanzialmente allo stesso livello registrato nell’analogo periodo dell’anno precedente, con una flessione limitata».
Per quanto riguarda il debito dunque via Nazionale segnala ad ottobre un livello di 1.867,398 miliardi, contro i 1.844 di settembre. Rispetto all’ottobre 2009 quando il debito delle amministrazioni pubbliche era a 1.804,5 miliardi, l’aumento è di circa 63 miliardi, che diventa ancora più alto se si calcola l’incremento da inizio anno (104 miliardi, +5,9%). Cala intanto il debito delle amministrazioni locali a ottobre a 111,3 miliardi, in calo di 1,035 mld. Complessivamente – segnalano Adusbef e Federconsumatori – si tratta di un debito di 31.123 euro per ogni abitante, cioè 88.923 euro a carico di ognuna delle 21 milioni di famiglie. Per il Codacons il dato dimostra il «fallimento della politica economica del governo Berlusconi».
Tornando alle entrate tributarie le Finanze segnalano un calo dello 0,3% nei primi 10 mesi al netto delle una tantum. Un andamento che «risulta allineato a quello registrato nel periodo gennaio-settembre, con un calo limitato ormai solo all’1,7%. Questa flessione è esclusivamente dovuta al venire meno delle una tantum e/o imposte sostitutive dell’Ires, dell’Irap e delle addizionali, versate nel 2009 per il riallineamento di valori contabili derivanti dall’adozione degli Ias/Ifrs». Le Finanze segnalano poi la crescita del gettito Iva, con un incremento del 3,9%, (+3.268 milioni di euro) trainato dal gettito dell’imposta sulle importazioni (+30,1%).

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