16 Marzo 2019

“Debito pubblico a livelli record”

bankitalia rileva la nuova crescita del passivo che ha raggiunto i 2.358 miliardi
di Lorenzo Allegrini MILANO M Il debito pubblico sale, mentre l’ inflazione é ancora più debole del previsto. E se i prezzi rallentano diventa più difficile ridurre il debito, che a fine gennaio tocca un nuovo livello record a 2.358 miliardi. La Banca d’ Italia rileva un incremento di 41,3 miliardi in un solo mese. I prezzi al consumo, invece, aumentano a febbraio dello 0,1% rispetto al mese precedente e crescono dell’ 1% su base annua, dal +0,9% annuo registrato a gennaio. L’ Istat lima la prima rilevazione, che indicava un’ inflazione a febbraio dell’ 1,1% annuo. A non frenare, al contrario, sono i prezzi del cosiddetto carrello della spesa. Il Codacons calcola per una famiglia un aggravio annuo di spesa soprattutto per l’ ortofrutta, su cui hanno pesato “condizioni meteo eccezionali”. Insomma Banldtalia e Istat certificano uno scenario stagnante per il Pil italiano. E gli investitori esteri preferiscono vendere i titoli di Stato italiani. Le tabelle di via Nazionale mostrano infatti che gli stranieri hanno in portafoglio complessivamente 634 miliardi di titoli a dicembre, contro i 722 miliardi di aprile. L’ andamento più fiacco dell’ economia italiana rispetto ai partner europei, fra l’ altro, lo mostra proprio l’ inflazione, che nell’ eurozona accelera all’ 1, 5% annuo di febbraio, dall’ 1,4% di gennaio, dato Eurostat che certifica consumi più dinamici. “Il rallentamento dell’ economia contagia anche i prezzi, che in Ita lia corrono meno che nel resto d’ Europa: a febbraio l’ inflazione aumenta solo dell’ 1% su base annuale, mezzo punto in meno della media Ue, confermando le maggiori difficoltà del nostro Paese e la tendenza alla stagnazione della nostra economia”, commenta Confesercenti. Inoltre i prezzi del carrello della spesa non rallentano. I beni alimentari, per la cura della casa e della persona passano da +0,6% a +1,6% a febbraio. L’ inflazione del mese, spiega il Codacons, si traduce in una maggiore spesa su base annua pari a 390 euro per un nucleo con due figli, mentre per la famiglia “tipo” l’ aggravio si ferma a 308 euro.

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