16 Aprile 2013

DEBITI PA: CONFINDUSTRIA, IN ITALIA EMERGENZA LIQUIDITÀ

 

DEBITI PA: CONFINDUSTRIA, IN ITALIA EMERGENZA LIQUIDITÀ CODACONS: NON BASTA SBLOCCARE DEBITI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, CRISI LIQUIDITA’ COINVOLGE ANCHE LE FAMIGLIE

 

BCE DEVE PUNTARE ALLA CRESCITA

Per Confindustria l’Italia è in emergenza liquidità ed è in corso la terza ondata di credit-crunch. I prestiti alle imprese sono in caduta da più di un anno e mezzo: lo stock erogato si è ridotto di 47 miliardi.
Per il Codacons l’emergenza liquidità è ormai generale e riguarda sia le imprese che le famiglie, come dimostrano i dati di ieri resi noti dall’Istat sul crollo dei mutui concessi alle famiglie dalle banche.
Per questo non basta, nonostante sia un’importante boccata d’ossigeno, sbloccare i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione.
Per l’associazione di consumatori occorre in primo luogo che lo Stato sposti la tassazione dal ceto medio-basso al ceto medio alto, ad esempio riducendo l’aliquota base Imu sulla prima casa e alzandola  per chi ha da 3 case in su, introducendo il contributo di solidarietà del 5% per chi dichiara più di 90.000 euro, non aumentando l’Iva, imposta tipicamente proporzionale e, quindi, iniqua.
In secondo luogo occorre anche un forte segnale da parte della Bce, che deve sia immettere nuova liquidità nel sistema che abbassare il tasso di riferimento, portandolo almeno a 0,50. I dati resi noti oggi da Eurostat, che per marzo segnalano un rallentamento dell’inflazione nell’eurozona all’1,7% su base annua, contro il 2,7% del marzo 2012, dimostrano che c’è spazio per puntare in modo più deciso sulla crescita senza perdere di vista la propria mission di tenere sotto controllo l’inflazione.

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