18 Febbraio 2018

I debiti dei morosi li pagano tutti

Onesti e beffati. Sembra questo il destino per buona parte degli oltre 250mila titolari sardi di un’ utenza elettrica, costretti in futuro, secondo più di un verdetto di Tar e Consiglio di Stato, a pagare in bolletta anche i consumi mai saldati dai concittadini morosi. Una sentenza alla quale si adeguerà al più presto l’ Autorità per l’ energia, recentemente ribattezzata ARERA, che prevede di spalmare su tutti gli utenti italiani 200 milioni di euro, un quinto del miliardo che le società elettriche non hanno mai incassato dai clienti insolventi. PROVVEDIMENTO SCANDALOSO La novità non è stata accolta con favore dalle associazioni dei consumatori, intenzionate a opporsi duramente contro quello che appare come il solito pasticcio all’ italiana. «È un provvedimento scandaloso caricare ulteriori costi su chi paga puntualmente le bollette», afferma Andrea Pusceddu, presidente della Federconsumatori regionale. «Le compagnie elettriche dispongono di altri strumenti per recuperare le morosità, penso al Cmor per esempio, ossia il corrispettivo che un venditore di energia addebita al nuovo cliente nel caso quest’ ultimo abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica». La Federconsumatori ha poi chiesto all’ Autorità di revisionare il sistema degli oneri addebitati in bolletta, da cui andrebbero eliminate voci obsolete, come la dismissione delle centrali nucleari, o inique, vedi gli aiuti alle imprese più energivore. MIGLIAIA DI LAMENTELE Travolta in poche ore da una valanga di lamentele, l’ Autorità per l’ energia ha prontamente voluto precisare che il pagamento degli ammanchi riguarderà «solo una particolare casistica, limitata numericamente, e solo una parte degli oneri generali di sistema previsti per legge». Inoltre l’ ARERA ha spiegato come la legge «ponga in capo esclusivamente ai clienti finali, e non alle imprese di vendita, né ai percettori degli incentivi, gli oneri generali di sistema» con la conseguenza che l’ Autorità non avrebbe il potere di imporre un sistema di garanzie a favore della clientela. Ma le contestazioni delle associazioni dei cittadini puntano proprio sull’ aspetto legislativo. «Il procedimento è destituito da ogni fondamento giuridico», afferma Diana Barrui, referente per la Sardegna del Codacons, «non è accettabile considerare i cittadini come un grande condominio, dove i condòmini onesti pagano anche per i disonesti. Anche considerato che a stento ogni utente riesce a pagare le proprie di bollette». «NON È LA STRADA GIUSTA» Anche Giuliano Frau, presidente dell’ Adoc Sardegna, non accetta l’ utilizzo della solidarietà indotta dei cittadini per coprire inefficienze a loro non imputabili. «Non è la strada giusta per far quadrare i conti», conferma, «l’ Autorità dovrebbe concentrarsi sul contenimento delle morosità e non sui meccanismi per assicurare alle aziende un risarcimento per i mancati introiti. Spalmare le perdite su tutti i contribuenti non solo disincentiverà le aziende di fornitura a contrastare i casi di insolvenza, ma spingerà nuovi soggetti a diventare venditori di energia, un ruolo praticamente al riparo da eventuali dissesti economici perché tutelato dal rimborso garantito dagli stessi cittadini».
luca mascia

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