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3 Aprile 2019

«De Vito andava in pressing sul nuovo stadio»

Prima parte: inchiesta «Rinascimento». Il comune di Roma, la Regione Lazio, le associazioni per i diritti dei consumatori Codacons e Cittadinanzattiva, il sindacato Asia-Usb. Sono questi i soggetti che ieri davanti al gup del tribunale della Capitale, Costantino De Robbio, hanno chiesto di costituirsi parti civili nel processo che scatterà dall’ inchiesta «Rinascimento», che tocca anche la costruzione dello stadio a Tor di Valle, per cui nelle scorse settimane la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di 15 persone, tra le quali Luca Parnasi, considerato il dominus di un sistema corruttivo. Seconda parte: inchiesta «Congiunzione astrale». Oggi il Tribunale del Riesame deciderà se annullare o meno gli arresti di Marcello De Vito, del Movimento 5 Stelle, presidente dell’ Assemblea Capitolina. LE PRESSIONI Ieri, intanto, sono emerse le dichiarazioni rese ai pm dai colleghi di De Vito, in merito alle pressioni ricevute sullo stadio e gli altri dossier sotto inchiesta. «Mi chiedeva informazioni sulle delibere in arrivo in aula, ma era una cosa usuale per gestire i calendari», ha detto alla pm Spinelli l’ assessore all’ Urbanistica Montuori, sentito come persona informata sui fatti. In generale le richieste «non entravano nel dettaglio. Sostanzialmente erano orientate a capire se il procedimento stesse andando avanti o se si fosse per una qualsiasi ragione incagliato». Poi è stato il turno di Alessandra Agnello, presidente della Commissione capitolina Lavori pubblici. «Per lo stadio della Roma io ho avvertito un certo pressing da parte di De Vito – ha detto ai pm -. Ricordo una riunione di maggioranza a cui partecipò, e si trattava di una riunione preliminare alla delibera per la dichiarazione di pubblica utilità dell’ opera. Notai che lui era particolarmente eccitato e sollecitava tutti ad andare avanti a votare favorevolmente. Io in quella riunione votai contro, ma in sede consiliare mi adeguai. Nella riunione di maggioranza effettivamente – ha aggiunto la Agnello – De Vito era il più attivo per trascinare tutti i consiglieri a votare a favore. Io rimasi colpita tanto che ancora oggi lo ricordo, anche perché non mi vengono in mente altre riunioni nelle quali lui si fosse mostrato così determinato nell’ ottenere l’ ok della maggioranza». E poi ha aggiunto: «De Vito riteneva necessario mantenere il rispetto delle cubature previste dal Prg. Questa era in effetti la posizione della maggioranza. La soluzione finale ha condotto ad un abbattimento delle cubature, ma permane un superamento dei limiti del piano regolatore. De Vito e Ferrara hanno sempre partecipato alle riunioni sul tema stadio, con Parnasi e Baldissoni».
ma.cec.- a.cat.

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