12 Novembre 2015

De Luca si difende: «Io parte lesa»

De Luca si difende: «Io parte lesa»
ma i pm: «è stato minacciato e non si è opposto» – la giudice: «mio marito? separati in casa»

ROMA Vincenzo De Luca rilancia: «Io sono parte lesa». Il presidente della Regione Campania convoca una conferenza stampa: «Sostengo pienamente l’ azione della magistratura e la invito ad andare avanti». Sottolinea: «Non sono a conoscenza di nulla. Non conosco Manna, non so chi sia». Guglielmo Manna è l’ avvocato napoletano marito in via di separazione di Anna Scognamiglio, giudice relatore al Tribunale civile di Napoli dove il 22 luglio il collegio all’ unanimità accoglie il ricorso del governatore – contro la sospensione della carica a causa della legge Severino – e rinvia tutto alla Corte costituzionale. Per gli inquirenti Manna avrebbe proposto a Nello Mastursi, già dimessosi nei giorni scorsi da capo della segreteria di De Luca e ieri anche dall’ incarico di responsabile organizzativo del Pd campano, di intervenire sulla moglie per pilotare la sentenza chiedendo in cambio un alto incarico pubblico. De Luca dice di non sapere nulla ma in realtà il presidente della Regione sapeva della vicenda giudiziaria almeno dal mese scorso. Il 29 ottobre, infatti, il legale di De Luca, Paolo Carbone, scrive al procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone: «Rappresento la volontà del mio assistito di sottoporsi a interrogatorio nella prospettiva di un chiarimento della sua posizione e della completa estraneità rispetto ai fatti per cui si procede». Il testo della lettera è pubblicato dallo stesso governatore sul sito della regione Campania. Ma De Luca dovrà attendere, il pm – come dice una nota in calce – lo interrogherà solo al termine delle indagini. Certo è che il capo di imputazione, ricevuto anche da De Luca con l’ avviso di garanzia, è molto pesante. «Scognamiglio, giudice relatore nella fase di merito del ricorso ex articolo 700 (per sospendere l’ efficacia della legge Severino, ndr)» sarebbe stato, secondo l’ accusa, «intentato da De Luca avverso il provvedimento di sospensione dalla carica di presidente della Regione Campania (…) abusando della sua qualifica e dei poteri decisionali nella suddetta controversia giudiziaria». Per i pm la Scognamiglio «in concorso con il coniuge Manna e con gli intermediari Poziello e Brancaccio, minacciando il De Luca, per il tramite di Vetrano e di Mastursi di una decisione a lui sfavorevole da parte del Tribunale», come si legge nell’ atto giudiziario, «inducevano il medesimo a promettere a Manna la nomina ad una importante carica dirigenziale nella sanità campana». Ieri il procuratore Pignatone ha precisato che in ogni caso la sentenza del tribunale di Napoli «non è oggetto di esame da parte della procura di Roma». Osserva il legale del giudice Scognamiglio, Giovambattista Vignola: «La mia assistita non conosce il presidente De Luca e non ha fatto alcuna pressione su questo. Se altri si è mosso in questo senso dovrà risponderne, ma di certo non era stato autorizzato». Scognamiglio ha presentato istanza di separazione dal marito due anni fa. Ora si tratta di verificare se le intercettazioni e gli altri accertamenti, come la recente perquisizione, fanno emergere una millantato credito di Manna con Masturzi o al contrario reati più gravi. E l’ altro aspetto decisivo dell’ inchiesta è se, come lui afferma con forza, De Luca – indagato per concussione per induzione – non sapesse nulla della trattativa criminale o se al contrario non ne fosse all’ oscuro: in quel caso una sua mancata denuncia diventa automaticamente un reato. Inoltre, se lo schema della procura vede da un lato la coppia Scognamiglio-Manna e dall’ altro il governatore De Luca, in mezzo c’ è un nugolo di intermediari. A partire da Giorgio Poziello, napoletano di 64 anni, e Gianfranco Brancaccio di 52 che secondo i pm romani avrebbero fatto da tramite con Giuseppe Vetrano e Nello Mastursi, i due uomini molto vicini a De Luca chiamati in causa in questa vicenda. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando auspica che «si chiarisca al più presto la posizione del giudice» mentre il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, convoca una riunione straordinaria della prima commissione che oggi deciderà sulle iniziative da intraprendere. Per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, sono «fatti gravi, da seguire, ma senza dare giudizi affrettati che sono sempre scorretti e pericolosi». Il Codacons ieri ha inviato una formale istanza al prefetto di Napoli e al ministero dell’ Interno, chiedendo di far decadere De Luca dalla carica di presidente della Regione Campania. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
ivan cimmarustivera viola

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