29 Giugno 2013

De Gregorio chiede il patteggiamento

De Gregorio chiede il patteggiamento

ROMA. “Non devo inguaiare nessuno. Ma avendo ritenuto di dover raccontare la mia verità, ho agito di conseguenza. Del resto se non lo avessi fatto sarei stato inseguito tutta la vita, come Al Capone…”. Così l’ ex senatore Sergio De Gregorio che ieri mattina, tornato da poco in libertà, ha preso parte all’ udienza per il rinvio a giudizio del leader del Pdl Silvio Berlusconi, accusato dai pm di Napoli di avere “comperato” il parlamentare dell’ Idv per far cadere il governo Prodi. Ammettendo di fatto la propria colpa, De Gregorio ha chiesto il patteggiamento della condanna concordando con la procura una pena (e la sua sospensione) di un anno e otto mesi. La decisione spetta ora al gup, Amelia Primavera, che nel frattempo ha aggiornato l’ udienza al 19 luglio. Nell’ ipotesi dei magistrati, De Gregorio, in cambio di 3 milioni di euro versati dal Cavaliere, attraverso l’ intermediazione di Valter Lavitola, non solo passò dai banchi dell’ Idv che lo aveva eletto al Senato a quelli del Pdl, ma tra il 2006 e il 2008 cercò di indurre altri senatori a cambiare casacca promettendo loro somme di denaro da parte dell’ ex premier. Una ricostruzione arbitraria secondo i legali di Berlusconi che ieri hanno presentato al giudice due eccezioni. La prima riguarda una questione di competenza territoriale del tribunale di Napoli: per la difesa tocca a Roma indagare su un reato di corruzione legato appunto alla presunta compravendita di senatori. La seconda è invece relativa all’ insindacabilità del voto dei parlamentari sancita dall’ articolo 68 della Costituzione. All’ udienza di ieri c’ era anche l’ ex direttore dell’ Avanti Valter Lavitola. Detenuto ai domiciliari era in aula con al polso il braccialetto elettronico. E c’ erano gli avvocati del Codacons e dell’ Italia dei Valori che il giudice ha ammesso come parti civili. Bocciata, invece, la richiesta di costituzione in giudizio di Antonio Di Pietro. Ma la vicenda giudiziaria del senatore De Gregorio – tornato ieri a scusarsi con i propri elettori – ha anche un coté editoriale che promette altre sorprese. L’ ex parlamentare sta infatti scrivendo un libro dal titolo “Operazione Libertà” di cui il settimanale Espresso proprio oggi anticipa due capitoli. Memorie – messe nero su bianco anche negli interrogatori di Napoli – in cui De Gregorio afferma che Berlusconi organizzò una campagna di pressioni sulla Cina riuscendo a bloccare la rogatoria a Hong Kong dei pm milanesi sui fondi neri nella compravendita dei diritti tv da parte di Mediaset. (n.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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