28 Febbraio 2018

De Falco, nuova bufera

TORNA a Livorno il tour di restituzione ‘Scuole sicure’ del Movimento 5 Stelle: 120 mila euro destinate ad interventi di edilizia scolastica grazie al taglio di indennità e rimborsi non rendicontati dei consiglieri regionali M5S. L’ intervento in presentazione riguarderà la Scuola Primaria Benci vittima di tre furti in due mesi: per la struttura 7.000 euro. Interverranno i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle: Giacomo Giannarelli, Gabriele Bianchi, Irene Galletti e Andrea Quartini. «Nel Movimento 5 Stelle – fanno sapere tramite una nota – esiste un metodo di gestione delle indennità e dei rimborsi che le regioni erogano in favore dei consiglieri regionali. Di quanto ci viene dato ogni mese, noi tratteniamo solo 5mila euro lorde e i rimborsi di mandato effettivamente giustificati con scontrini e fatture. Il resto lo mettiamo in un fondo unico per restituirlo alla cittadinanza tramite formule decise con gli iscritti. Il 4 maggio scorso – prosegue Giacomo Giannarelli la nota – gli iscritti toscani hanno deciso di destinare i 120mila euro accumulati così all’ emergenza edilizia scolastica e per questo abbiamo lanciato un appello ai dirigenti scolastici, dal quale sono emersi gli otto interventi che stiamo finanziando» sottolinea Giannarelli, presidente del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle. L’ iniziativa verrà spiegata nel dettaglio questa mattina alle 10.30 all’ ingresso della scuola primaria Benci. IL CODACONS intanto ieri ha reso noto di aver inviato alla procura di Livorno un esposto in cui si chiede di aprire una indagine sul comportamento tenuto da Gregorio De Falco – candidato M5s al Senato – nella sua veste di capitano della capitaneria di porto durante la notte del naufragio della Costa Concordia. Per il Codacons l’ invio dell’ esposto «è un atto dovuto dopo che sono stati resi noti i verbali relativi all’ interrogatorio di De Falco nel processo sul caso Concordia, e dal quale sono emersi aspetti che richiedono un approfondimento da parte della magistratura». In particolare il Codacons chiede di verificare se sussistano i presupposti per procedere per il reato di calunnia in relazione al fatto che De Falco «avrebbe fatto intendere al pm con cui era in contatto la notte stessa del naufragio, che il comandante Schettino avrebbe posto in essere una condotta volta a sottrarre il Vdr, cioè la cosiddetta ‘scatola nera’».

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