18 gennaio 2011

De Corato: diminuita dell´80% la presenza dei nomadi in città

Reati in calo, sgomberi in aumento, telecamere sempre più presenti e vigili sempre più trasformati in poliziotti tout court. E’ un bilancio "muscolare", quello che il vicesindaco Riccardo De Corato presenta con i dati di un anno di interventi della polizia locale. Con un continuo riferimento al "modello Milano" e un esplicito vanto della politica di "tolleranza zero". Primi fra tutti, contro i nomadi abusivi, protagonisti di 156 sgomberi nel 2010 (il doppio di quelli fatti l´anno prima), di 392 interventi totali in quattro anni, «al netto degli insediamenti di piccole dimensioni di roulotte e baracche», specifica De Corato. Secondo i dati che il vicesindaco attribuisce al prefetto Lombardi, i nomadi abusivi a Milano erano 8mila nel 2007, ora sono 1.500 in tutta la provincia, con un calo, quindi di oltre l´80 per cento. Ricorda anche gli episodi più noti: da Rubattino all´ex scalo Farini. Ieri nove rom sono stati sgomberati da una cascina dismessa di via Breda e al cavalcavia Bacula sono state abbattute cinque baracche. Ancora numeri: installati portali anti-roulotte in cinque vie, piantati mille alberi in altre strade, posizionati new jersey di sbarramento, abbattute 26 tra villette e container, tutto per scoraggiare la presenza di zingari in città. E’ un capitolo, quello della linea dura contro i nomadi (non solo) abusivi, del più vasto bilancio della polizia locale. A Milano, dicono i dati presentati da De Corato e dal comandante Tullio Mastrangelo, i reati sono calati del 34 per cento in 3 anni, le prostitute su strada sono quasi dimezzate in un anno: da 900 a 500, concentrate non più su un centinaio ma su una quarantina di vie individuate dalla "mappa del rischio" della polizia locale, che si serve anche delle 1.359 telecamere del Comune presenti in città (quest´anno dovrebbero entrare in funzione a tutti gli effetti quelle intelligenti in 14 aree). E, sempre secondo il bilancio che mette assieme dati della questura e della prefettura, «si conferma che a Milano 6 reati su 10 sono compiuti da stranieri, solo l´anno scorso i vigili hanno fotosegnalato più di 1.500 immigrati», aggiunge il vicesindaco. «Ma che vanto è?»: Valerio Onida, il presidente emerito della Corte costituzionale non trattiene lo sdegno. «Una città, ma soprattutto la sua amministrazione, non può vantarsi di aver cacciato via la gente, che comunque potrebbe solo essere spostata in un altro luogo: semmai è una colpa, perché vuol dire non aver saputo attuare politiche di integrazione, e basti pensare agli effetti dei continui sgomberi sui bambini di Rubattino e sulla loro frequenza a scuola». Con amara ironia, aggiunge Onida: «Forse il vicesindaco, che si gloria di questi numeri e dati, vorrebbe essere nominato questore ad honorem». Attacca Roberto Cornelli, segretario del Pd metropolitano: «E’ l´ennesimo balletto di cifre, ma De Corato non dice che i rom vengono solo spostati di volta in volta, drammaticamente: quanto alla diminuzione di prostituzione e reati lo invito a visitare le periferie e le zone dimenticate dalla Moratti». Sui dati della prostituzione è critico anche Marco Donzelli, il presidente del Codacons: «Il loro numero non si è dimezzato, c´è solo stato uno spostamento dalla strada in case chiuse, centri massaggi, alberghi ad ore, che certo non soddisfa gli inquilini che abitano in palazzi invasi dalle prostitute».