11 Aprile 2008

De Castro: azioni legali per la verità sul vino

De Castro: azioni legali per la verità sul vino
Il ministro: strane coincidenze. La replica al Codacons: non è stato nascosto nulla

A rischio c`è un mercato, quello dell`esportazione di vino italiano, che vale 3,5 miliardi di euro. Per questo Coldiretti chiede “tolleranza zero contro tutti i tentativi di frode“, mentre Federvini invoca “un`azione risoluta per estirpare l`adulterazione“. Insorgono anche le associazioni dei consumatori, Codacons in prima fila, che accusa il ministro delle Politiche agricole di “volere a tutti costi minimizzare la questione e tranquillizzare la popolazione“. Si alzano i toni della polemica sulla vicenda del vino adulterato. E il ministro Paolo De Castro è finito nell`occhio del ciclone. Lui non ci sta e reagisce annunciando, tramite l`avvocato Grazia Volo “azioni legali“ contro chi dubita del corretto operato del suo dicastero. “L`inchiesta l`abbiamo promossa noi“, dice De Castro che accusa “la bolla mediatica che si è creata e che tanto mi ricorda la storia dell`influenza aviaria o quella delle mozzarella di bufala alla diossina “. In suo soccorso il ministro cita i primi risultati dell`inchiesta condotta dalla Procura di Taranto che ha gia indagato tre persone per il reato di adulterazione di sostanze alimentari. “Allo stato si tratta di mero annacquamento del prodotto vinoso“, dice il documento inviato dai magistrati ai ministeri della Salute e delle Politiche Agricole. Le stesse carte dicono anche che nelle aziende poste sotto sequestro, la Vmc e la Enoagri di Massafra (Ta) sono state rinvenute “taniche occultate contenenti acido cloridrico, solforico e fosforico tossici e corrosivi“. Ma De Castro afferma “che la Procura di Taranto ci ha informato che il prodotto sequestrato non presenta caratteristiche tali da causare problemi sanitari“. Solo vino annacquato, dunque. “Non abbiamo nascosto nulla, non sono un dietrologo, ma ci sono delle strane coincidenze“, dice il ministro. Le coincidenze sono “Vinitaly, il caso è scoppiato proprio all`inaugurazione della più importante fiera del settore, il successo del vino italiano che all`estero dà fastidio e le elezioni di domenica “. Sul possibile mandante, il ministro frena: “Non so chi ci sia dietro. è una brutta pagina in un Paese che si fa male da solo. Come con le mozzarelle. Lì, dato che erano i giorni dell`Expo 2015, ho pensato a un interesse della Corea del Sud, uno dei principali sostenitori della candidatura di Smirne contro Milano“. Se si tratta “di un caso montato ad arte“ saranno indagini e analisi a stabilirlo.

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