10 Novembre 2011

DDL STABILITA’: AUMENTO ACCISE BENZINA DA 2012

DDL STABILITA’: AUMENTO ACCISE BENZINA DA 2012 DODICESIMO PROVVEDIMENTO PRESO  DA BERLUSCONI CONTRO GLI AUTOMOBILISTI: UN RECORD CODACONS CHIEDE A MONTI LE LIBERALIZZAZIONI

 
Il maxiemendamento del Governo al ddl stabilità prevede l’ennesimo aumento delle accise sulla benzina e sul gasolio a partire dal 2012. Si tratta del quinto aumento delle accise (considerando che il quarto aumento scatta nel 2012 ed il quinto nel 2013) e del dodicesimo  provvedimento preso dal Governo Berlusconi a danno degli automobilisti, un record nazionale. Neanche i governi della Prima Repubblica, che avevano fatto largo uso dell’aumento delle accise sulle benzina per fare cassa,  avevano osato tanto.
Evidentemente l’attuale maggioranza non ha mai compreso che fino a che i consumatori e le imprese italiane hanno la benzina, la luce, il gas, i telefoni, le banche e le assicurazioni più care d’Europa, sarà difficile aumentare la competitività delle industrie italiane e salvaguardare la capacità di spesa delle famiglie, rilanciando i consumi e, conseguentemente, il Pil.
Anche per questo il Codacons saluta con favore l’arrivo di Monti, nella speranza che, dopo aver lottato in Europa contro gli oligopoli, faccia altrettanto in Italia.
Ecco, quindi, le proposte a costo zero che il Codacons avanza a Monti: abolizione della tariffa di terminazione mobile, farmaci di fascia C nei supermercati, abolizione delle finte spese di spedizione delle bollette (telefoni, luce…), possibilità di recedere dai contratti per adesione (telefonici e non) senza spese di chiusura, obbligo di insegne luminose per indicare i prezzi dei carburanti, abolizione effettiva delle commissioni di massimo scoperto, vendite sottocosto libere, vendita diretta produttore – consumatore,  saldi liberi, obbligo di indicare il doppio prezzo  (ossia anche quello che il commerciante paga al grossista), semplificazione per la vendita dei carburanti da parte degli ipermercati, aumento dei poteri dell’Antitrust e sanzioni fino al 20% del fatturato, class action con danno punitivo, riapplicazione della sentenza della Cassazione sugli interessi anatocistici, abolizione del canone Telecom o suo utilizzo per finanziare la banda larga.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this