1 Novembre 2012

Ddl stabilità, si cambia: no a riduzione aliquote Irpef

Ddl stabilità, si cambia: no a riduzione aliquote Irpef

Cambia ancora la legge di stabilità in base alla nuova intesa raggiunta ieri alla Camera tra il ministro dell’ Economia, Vittorio Grilli, e i relatori del provvedimento, Pier Paolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl). Salta infatti la riduzione di un punto percentuale dei primi due scaglioni delle aliquote Irpef che restano al 23 e al 27%: le risorse ottenute saranno utilizzate per mantenere invariata l’ aliquota Iva al 10% e per misure rivolte al taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori per il 2013. Accordo raggiunto anche sull’ eliminazione della retroattività delle nuove norme per le detrazioni e deduzioni Irpef, mentre è confermato l’ aumento di un punto dell’ aliquota Iva al 21%. Tra le novità anche la «qualificazione» del fondo sociale da 900 milioni di Palazzo Chigi, che non sarà più generico ma destinato al sociale, e l’ istituzione di un nuovo fondo nel quale potrebbero essere riversate le risorse del cosiddetto piano Giavazzi, che dovrà servire alla riduzione del carico fiscale per famiglie e imprese. I due relatori hanno giudicato «positivo» il risultato della riunione: Brunetta ha definito la modifica del ddl «una riscrittura totale e più intelligente» e per Baretta si tratta di un «passo avanti significativo». Ma il Codacons protesta: «È una presa in giro delle famiglie italiane: la riduzione di gettito per non aver ritoccato l’ aliquota del 10% è infatti di 2,324 miliardi, a fronte di un maggiore entrata che, per la sola mancata diminuzione delle aliquote Irpef, è pari a 4,271 miliardi. Si potrebbe non ritoccare l’ aliquota del 21% se non si volesse ancora intervenire per le imprese».

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