3 Agosto 2017

Il ddl concorrenza diventa legge tra le polemiche

voto di fiducia con soli 146 sì, mucchetti (pd) si astiene in dissenso col gruppo: «norme cruciali solo a parole» novità per rca auto, elettricità, farmacie e albergatori
Dopo oltre due anni e mezzo dal varo del governo e dopo numerose battute d’ arresto, il ddl concorrenza ha superato il traguardo e diventa legge con il voto di fiducia in Senato e con soli 146 sì e ben 113 no. Un lungo iter su cui hanno certamente influito le pressioni delle lobby ma anche i momenti più delicati nella stessa maggioranza. E anche ieri a Palazzo Madama non sono mancate le difficoltà. Guardando agli ultimi due mesi, solo il dl manovra, su cui l’ Aula di Palazzo Madama si è espressa a metà giugno, ha restituito consensi più bassi (144 voti a favore contro 104 contrari e un astenuto e su quel voto avevano pesato le assenze di Mdp in segno di protesta per l’ inserimento delle norme sui voucher). Meglio era andata il 26 luglio, sul decreto Sud con 154 voti favorevoli e 117 contrari e il giorno seguente quando è arrivata la prova sul dl banche venete: 148 i sì e 91 i no. Il voto di ieri è stato caratterizzato da polemiche con il presidente della commissione Industria, Massimo Mucchetti (Pd), che non ha partecipato alla votazione in dissenso con il proprio gruppo. «Enel, Generali, Unipol, Walgreens Boots Alliance, Big Pharma» sono le aziende che, secondo Mucchetti, sono favorite o salvaguardate dalla legge che invece «a parole si vuole cruciale per la competitività del Paese». Il premier, Paolo Gentiloni, in un tweet ha parlato di «impegno mantenuto per Governo e maggioranza». A difendere il ddl concorrenza anche i due relatori in Senato: Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Ap), seppur quest’ ultimo un po’ più tiepido: un testo omnibus come questo, ha fatto notare, «stronca qualsiasi coalizione, troppi temi e troppi problemi in un colpo solo». Esprime soddisfazione l’ Antitrust che parla di «direzione giusta» ma registra anche dei «passi indietro della versione approvata rispetto al testo originario» e, per il futuro, propone di «ricorrere a interventi più rapidi e incisivi: ad esempio non leggi omnibus, ma adozione di misure settoriali». Alcune associazioni di consumatori vanno all’ attacco: per il Codacons bolla alcune misure come «potenzialmente rischiose» in particolare quelle che riguardano il mercato dell’ energia che «determinerà aggravi di costi per le famiglie». Federconsumatori rincara la dose: «Sembra scritto su misura delle grandi aziende». Tra le novità più importanti della legge, la fine del mercato tutelato dell’ energia elettrica e del gas fissata per il 1° luglio 2019 e gli sconti sulla Rc auto per chi installa la scatola nera e per i ‘virtuosi’ che non causano incidenti da 4 anni e vivono nelle province a più alto tasso di sinistri. Le società di capitale potranno controllare le farmacie, ma dovranno rispettare un tetto del 20% su base regionale.

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