2 Dicembre 2020

Dato del Pil limato al ribasso Ocse: «La ripresa sarà lenta»

Nel terzo trimestre del 2020 il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato del 15,9 rispetto al trimestre precedente ed è diminuito del 5% nei confronti del terzo trimestre del 2019. Lo rileva l’Istat che ha rivisto al ribasso le stime precedenti. Il dato sulla crescita congiunturale del Pil diffuso il 30 ottobre 2020 era infatti pari al 16,1 mentre il calo tendenziale era del -4,7 La variazione acquisita per la crescita 2020 è pari a -8,3 Secondo il Codacons, «i dati sul Pil del terzo trimestre appaiono deludenti, in ogni caso sono destinati ad essere vanificati dalla seconda ondata di contagi registrata nel nostro paese». Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, «la preoccupazione, visto il nuovo lockdown iniziato con il Dpcm del 3 novembre, è che non sia più così scontato avere a fine anno una caduta del Pil ad una sola cifra, se il uovo Dpcm non consentirà un allentamento anche minimo delle misure restrittive e una riapertura delle attività almeno sotto Natale». Ieri non sono arrivate notizie confortanti nemmeno dall’Ocse che dopo il «brusco calo» del Pil italiano nel 2020 – pari a -9,1 – vede una ricrescita del 4,3 nel 2021 e del 3,2 nel 2022. «Il lockdown e l’incertezza pesano sull’economia spiega l’Ocse nell’Economic Outlook precisando che «il sostegno del Governo ha mitigato gli effetti su imprese efamiglie». In Italia le nuove restrizioni e l’incertezza rispetto alla pandemia «peseranno pesantemente sull’economia gli investimenti e l’occupazione fino al raggiungimento dell’immunizzazione generale». Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire dal 9,4 atteso per quest’anno all’ nel 2021 per poi calare leggermente al 10,9 nel 2022. «La creazione sostanziale di posti di lavoro, soprattutto per quanto riguarda le persone poco qualificate, le donne e i giovani, tornerà solo nel 2022, quando si prevede che un vaccino efficace sarà stato ampiamente diffuso», afferma l’Ocse «Partendo dal presupposto che i nuovi focolai di virus rimangano contenuti e che la prospettiva di un vaccino ampiamente disponibile verso la fine del 2021 aiuti a sostenere la fiducia, nei prossimi due anni dovrebbe verificarsi una ripresa graduale ma disomogenea dell’economia globale».

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