6 Aprile 2018

Dati personali Facebook ceduti L’ Ue in campo: «Indagheremo»

A due settimane dallo scandalo Facebook-Cambridge Analytica si iniziano a definire meglio i contorni della vicenda. Gli utenti coinvolti nel mondo sono 87 milioni, a fronte dei 50 milioni stimati inizialmente, e fra questi ci sono poco più di 214 mila italiani. Da lunedì il social network inizierà ad avvisare le persone i cui dati sono stati condivisi dalla società di consulenza britannica che ha lavorato anche per Donald Trump. «La Commissione europea indagherà sul caso che consideriamo inaccettabile», dice un portavoce dell’ esecutivo. Mentre in Italia il Garante per la privacy intende raccogliere ulteriori elementi sugli utenti del nostro Paese. Il titolo tiene a Wall Street. «Dal 9 aprile diremo agli utenti se le loro informazioni sono state impropriamente condivise da Cambridge Analytica», spiega Mike Schroepfer, chief technology officer di Facebook. Le persone potenzialmente impattate dovrebbero ricevere un avviso che consentirà di vedere quali dei loro dati sono stati condivisi. La piattaforma ha inoltre annunciato una stretta nel modo in cui le app possono usare i dati e darà agli utenti la possibilità, sempre a partire da lunedì, di individuare più facilmente le applicazioni che usiamo e cancellare quelle che non ci interessano più. Per fare questa operazione, apparirà un link apposito in cima al flusso delle notizie. Altre novità «arriveranno nelle prossime settimane», sottolinea Schroepfer. Secondo i numeri divulgati mercoledì da Mark Zuckerberg sono 87 milioni gli utenti colpiti, di cui quasi l’ 82% sono negli Stati Uniti (è il Paese più colpito, a seguire ci sono Filippine, Indonesia e Regno Unito). In Italia le persone potenzialmente interessate dalla vicenda sono 214.134, nel nostro Paese Facebook conta 31 milioni di utenti attivi. Il Garante per la privacy italiano, Antonello Soro, intende raccogliere ulteriori elementi per una piena valutazione del caso e il prossimo 24 aprile riceverà Stephen Deadman, deputy chief global privacy officer del social network. Dall’ Italia, lo scorso 20 marzo è partita dall’ Agcom una richiesta di informazioni, mentre il Codacons prepara una class action negli Stati Uniti per gli italiani coinvolti. «La Commissione Ue indagherà sul caso dei dati personali condivisi da Facebook, che consideriamo inaccettabile», dice un portavoce.

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