1 Agosto 2007

Dati Istat su inflazione a luglio. I commenti dei Consumatori

Dopo la pubblicazione, da parte dell`Istat, del tasso di inflazione (sceso a luglio a +1,6%), non sono tardati i commenti delle associazioni dei Consumatori. Secondo Adiconsum si tratta di una rilevazione che non corrisponde alla reale percezione dei prezzi avvertita dai cittadini. Anche per Adusbef e Federconsumatori i dati contrastano con le difficoltà economiche affrontate dalle famiglie italiane. Codacons sottolinea che, nonostante il calo dell`inflazione, si registrano notevoli aumenti nel settore alimentare, specialmente per i prodotti freschi. I dati Istat non fotografano la realtà. Questo il parere di Adiconsum. “Siamo alle solite! L`Istat – dichiara l`associazione – continua a fornire un quadro del Paese che non esiste. L`inflazione percepita dalle famiglie va ben oltre l`1,6%. Ancora una volta i dati pubblicati dall`Istat si discostano dalla reale percezione delle famiglie. Lo dimostra l`aumento dei prodotti alimentari (+2,4% in un anno), dei mobili e degli articoli per la casa (2,6%), ma soprattutto lo dimostra l`inattendibilità dell`aumento dell`1,2% della voce abitazione, acqua, elettricità e combustibile, quando la sola benzina è aumentata di almeno il 10%“. “Per Adiconsum – prosegue l`associazione dei Consumatori – è il problema di sempre. Non si tratta di contestare scientificamente il paniere, ma di costruire panieri sulla reali spese quotidiane dei cittadini. L`Istat, come da anni promesso, deve rendere pubbliche le rilevazioni suddivise per singole classi di cittadini (pensionati, single, ecc.): solo in questo modo non esisteranno più contestazioni sul reale andamento dell`inflazione che, come dimostrano le rilevazioni di luglio della stessa Istat, viaggia per i beni primari effettivamente utilizzati da tutte le famiglie oltre il 2,5%“. Inflazione in calo? Secondo Adusbef e Federconsumatori i dati Istat contraddicono i disagi delle famiglie italiane, sempre più indebitate con mutui e credito al consumo. Quest`ultimo “è aumentato del 14%, – evidenziano le due associazioni – con rate sempre più grandi che non si riescono più ad onorare, nemmeno ricorrendo ai normali circuiti del credito, 450.000 mutuatari su 3,5 milioni,hanno già avuto procedure esecutive per l`eccessiva onerosità sopraggiunta dall`aumento dei tassi variabili,consigliati dalle banche al 91% dei richiedenti; l`aumento nelle grandi città del 150% degli sfratti, accompagnato dal più 220% delle richieste, molte di esse eseguite per morosità, disagi sociali indescrivibili,mentre la speculazione petrolifera (scarsamente rilevata dall`Istat) continua a mordere gli automobilisti,specie in occasione degli esodi,avvalorata dall`euro forte sul dollaro che dovrebbe al contrario ben ammortizzare l`aumento del brent“. Per il Codacons il ribasso dell`inflazione a luglio appare poco credibile ed “è caratterizzato da aumenti consistenti nel settore alimentare, con i prodotti freschi aumentati del +3,1%, frutta +6,5%, pesce +3,4%“. “Tutti prodotti il cui consumo evidentemente cresce nel periodo estivo – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – circostanza che spinge molti venditori ad aumentarne il prezzo, così da incrementare i guadagni grazie alla maggiore domanda da parte dei consumatori. Contro le speculazioni e gli aumenti ingiustificati dei prezzi dell`ortofritta e dei prodotti alimentari in genere servono più controlli e severe sanzioni – conclude Rienzi – soprattutto perché si tratta di beni primari di cui le famiglie italiane non possono fare a meno“.

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