7 Settembre 2007

Danno morale per vacanza rovinata

Cara Codacons, sono tornato di recente da un viaggio in Spagna. Mi ero rivolto alla mia solita agenzia di viaggi ed avevo acquistato un pacchetto “tutto compreso“. Né mia moglie né io siamo persone iperesigenti, ma, francamente, a causa degli innumerevoli disagi e della pessima organizazzione del viaggio, non posso dire di aver goduto di un meritato riposo. La camera assegnataci era a dir poco fatiscente, con i muri scrostati e i fili della corrente scoperti. Il bagno si allagava di continuo, in più molte delle escursioni già programmate sono state annullate. Posso essere risarcito per questi disagi sofferti? La sua è stata senz`altro un`avventura spiacevole e lei è stato vittima della cattiva esecuzione di un contratto di viaggio “tutto compreso“ e può chiedere un indennizzo per il danno morale per la vacanza “rovinata“. Infatti la Corte di Giustizia Europea ha interpretato l`art.5 della direttiva 90/314/CE (attuata in Italia con D.Igs. 17 marzo 95 n° 111, concernente i viaggi, le vacanze e i circuiti “tutto compreso“) e ha stabilito che tale articolo preveda il risarcimento dei danni anche morali subiti dal turista per il mancato godimento della vacanza. La Corte di Giustizia ha quindi innovato sul punto ed ha “ammazzato“ la sentenza n° 2164/2000, emessa dal Tribunale di Venezia, che aveva respinto la domanda di risarcimento del danno morale presentata da un gruppo di turisti, per il minor godimento delle ferie, dovuto all`inadeguatezza della sistemazione fornita dall`agenzia organizzatrice, sull`assunto che il risarcimento del danno morale fosse consentito solo nel caso di danno discendente da reato. La giurisprudenza italiana a dire il vero, aveva già avuto modo di riconoscere, in alcuni casi, il cosidetto “danno da vacanza rovinata“ da qualificarsi come “danno non patrimoniale“, ossia morale: in questo caso, discende da una vacanza trascorsa tra infiniti inconvenienti, aspettative tradite, stress psicologico conseguente al mancato riposo, necessità di interporre continui reclami per i disservizi subiti, insomma, il mancato godimento della serenità che è lecito attendersi dalla vacanza, in particolare se spesa nell`unico perido di ferie dell`anno. “L`agente di viaggi è tenuto a risarcire al cliente anche i danni non patrimoniali da questi subiti a causa del disagio dovuto al godimento di un periodo di vacanza non adeguato alle proprie aspettative“. Sussiste, ed è liquidabile equitativamente, il così detto “danno da vacanza rovinata“. L`organizzatore di viaggi risponde,in fatti, ai sensi degli art.13 e 15 Ccv (Convenzione relativa ai contratto di viaggio), rispettivamente, di qualunque pregiudizio e di qualsiasi pregiudizio causato al viaggiatore. Nell`espressione “qualunque pregiudizio“ e in quella equivalente “qualsiasi pregiudizio“ può individuarsi infatti quel fondamento normativo che l`art.2059 C.C. (danno morale) richiede per consentire il risarcimento del danno non patrimoniale, seguendo un`interpretazione estensiva dell`articolo citato. Quindi, l`inadempimento o il parziale inadempimento, o meglio ancora, cattiva escuzione del contratto di viaggio da parte dell`organizzatore di viaggio, che abbia comportato il mancato godimento delle utilità promesse, dà diritto ad un risarcimento da “vacanza rovinata“, che costituisce un danno non patrimoniale assimilabile al danno biologico e va inteso come un pregiudizio subito dalla salute dell`individuo, avuto riguardo alla proiezione negativa, nel suo futuro esistenziale, delle conseguenze dell`evento dannoso. Per rivolgere quesiti scrivere a codaconspiacenza@data.it oppure telefonare al numero verde 800-050800.

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