2 Agosto 2017

Dopo il danno la beffa. Acqua più cara

Nervi scoperti a piazzale Ostiense e dintorni. Il sempre più probabile aumento delle bollette dell’ acqua nel bel mezzo di un’ emergenza idrica senza precedenti, almeno nella Capitale, rappresenta un «sassolino» assai spigoloso da mandare giù. Il «nodo» delle captazioni al lago di Bracciano, dove su im pulso della magistratura e del ministero, si stanno effettuando approfondite indagini su presunti prelievi «abusivi», i dati sulla dispersione idrica in una rete sempre più colabrodo che ha raggiunto il record del 45% di acqua «dispersa», non sono certo un bel biglietto da visi sta per i rincari in arrivo. L’ azienda capi tolina, da parte, sua ha precisato: «La determinazione delle tariffe non dipende da Acea. La segreteria tecnico operativa – si legge in una nota di piazzale Ostiense – non è infatti di Acea Ato 2, bensì è quella operativa dell’ Ambito Territoriale Ottimale, e cioè di un ente regolatore pubblico, composto dai Comuni della città metropolitana di Roma, che non ha nulla a che vedere con l’ azienda e che, per legge, è chiamato, insieme ad altri soggetti istituzionali, a determinare le tariffe del concessionario Acea Ato 2. Tutto ciò, inoltre, avviene in conformità non con le richieste del gestore, ma con i criteri dettati dall’ Autorità per l’ energia elettrica il gas e il sistema idrico. Acea Ato 2 non ha dunque presentato alcuna istanza per la revisione tariffaria in ragione degli investimenti fatti e programmati nel 2017 per fare fronte all’ emergenza idrica». Una sostanziale spiegazione tecnica che difficilmente servirà a convincere i cittadini. È vero infatti che la tariffa viene decisa in mabito collegiale tra i comuni aderenti all’ Ambito territoriale (di fatto il numero 2 corrisponde a Roma e Provincia), ma è anche vero che, storicamente, è Roma ad avere il peso maggiore. Tant’ è che proprio un anno fa, il sindaco Raggi, che ricordiamo è anche sindaco della Città metropolitana, bloccò l’ aumento delle bollette dell’ acqua del 4,9 per cento già nel piano Acea 2016-2019. Sulla vicenda è già sceso in campo il Codacons. «Sono in arrivo infatti rincari per le bollette dell’ acqua che determineranno ulteriori aggravi di spesa per gli utenti, a fronte di un servizio che presenta criticità crescenti – denuncia una nota del Codacons – pronto ad avviare una battaglia legale al Tar. Alla base della imminente decisione di applicare aumenti tariffari, la diffida della Regione Lazio dello scorso 28 luglio, che intima a Comune di Roma e azienda di presentare un piano di interventi urgente per la riduzione delle perdite idriche. Misure che, come affermereb be la segreteria tecnico operativa di Acea Ato 2 in una apposita lettera, avrebbero ripercussioni sulle tariffe praticate agli utenti». Il rincaro bolletta insomma servirebbe a finanziare la manutenzione della rete. «Non accetteremo alcun rincaro delle bollette idriche continua il presidente Codacons Carlo Rienzi – e, in caso di aumenti tariffari, il Codacons li impugnerà al Tar del Lazio per ottenerne l’ annullamento. Questo perché i cittadini della capitale hanno già subito pesanti incrementi delle bollette dell’ acqua, rincarate del +58% dal 2007 ad oggi. A fronte di tali rincari, tuttavia, le perdite e gli sprechi in condotte e tubature sono aumentati raggiungendo una dispersione del 45%. Per tale motivo qualsiasi ulteriore incremento delle tariffe idriche appare ingiustificato e illegittimo, almeno fino a che non saranno eliminati gli sprechi nelle forniture, e le risorse necessarie ad adottare il piano di interventi possono essere reperite da Acea attingendo ai lauti dividendi riconosciuti ai soci».

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