24 Agosto 2009

Danni psicologici se l’aereo ritarda

Una sentenza del 9 luglio scorso. Una fra milioni. Ma quelle poche righe rischiano di togliere il sonno alle compagnie aeree. E potrebbero ridare speranza a migliaia di viaggiatori esasperati per essere rimasti ore, giorni abbandonati negli aeroporti. Di solito i giudici si limitavano a riconoscere ai turisti il rimborso del biglietto. Questa volta, invece, il Tribunale di Torino è andato più avanti: ha condannato una compagnia nazionale a pagare il danno psicologico subito dal viaggiatore per le estenuanti attese. Siamo nel 2006 quando un istruttore subacqueo decide di partire per Cuba. È un esperto, conosce il mondo degli squali e decide di organizzare una spedizione per incontrare i grandi predatori. Ma non va secondo i programmi. Alla partenza ecco i primi guai: la partenza slitta di ben sette ore. Non una tragedia, ma, secondo l’accusa, i turisti non avrebbero ottenuto assistenza durante l’attesa. Il peggio, però, deve ancora venire: al ritorno il viaggio subisce uno slittamento di due giorni. Gli impegni che aspettano i passeggeri al ritorno in Italia devono essere annullati o rivisti. Ma, ecco il punto, i disagi finora non venivano risarciti.  Stavolta, però, il turista non ci sta e si rivolge ai legali del Codacons. E dal Tribunale di Torino arriva una sentenza che cambia direzione rispetto alla giurisprudenza precedente: va risarcito, decide il magistrato, anche «il pregiudizio psicologico che si sostanzia nel disagio e nell’afflizione subiti dal turista-viaggiatore e riconducibile ai disagi subiti, alla delusione per la mancata realizzazione delle aspettative, al mancato riposo, alla necessità di sollevare reclami, e al fatto di non aver potuto godere della serenità che consegue alla legittima aspettativa del puntuale adempimento delle altrui obbligazioni». Insomma, le compagnie aeree sono avvertite: overbooking e ritardi clamorosi adesso potrebbero costare loro cari. Anche, come è successo nel caso torinese, più di cinquemila euro per ogni viaggiatore.

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