30 Gennaio 2020

Danni dei cinghiali Anche il Codacons vuole i risarcimenti

Dopo gli ultimi danni causati recentemente dai cinghiali a Pellio Alta Valle Intelvi a scendere in campo a fianco di agricoltori e allevatori dopo la Coldiretti anche il Codacons. L’ associazione dei consumatori si è fatta portavoce presso la Regione Lombardia per far fronte a un problema che non è solo una emergenza locale ma è diventata nazionale. «Siamo ormai all’ emergenza- scrive il presidente del Codacons Marco Donzelli- Il problema dei cinghiali, da tempo croce del territorio comasco, sta assumendo dimensioni allarmanti. Il Codacons scriverà a Regione Lombardia diffidandola ad intervenire e a varare un programma di risarcimenti a favore degli agricoltori danneggiati». La denuncia pubblica di Codacons portata fino a Montecitorio ha riguardato in più di un’ occasione anche la sicurezza stradale e la stessa incolumità degli utenti per gli incidenti causati e i relativi risarcimenti dei danni a chi ha subito il sinistro. Indennizzi che prevede un iter lungo e complesso che spesso i cittadini rinunciano e pagano di tasca proprio i danni subiti. Un problema anche secondo Coldiretti che continua ad essere di dimensioni sempre più gravi e i cui riflessi sono anzi accresciuti nelle aree montane . Il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi ha più volte chiesto a gran voce “attenzione per tutta l’ agricoltura lariana, e in particolare per quella montana, continuamente minacciata dalle invasioni di cervi e cinghiali”. Gli ultimi danni nell’ azienda agricola Dante Caprani-Giobbi Margherita di Pellio. «Sono i cinghiali. Continuano a entrare, a rivoltare il terreno e a rendere inservibili questi prati, indispensabili alla vita delle nostre imprese- dichiara Caprani- I selvatici entrano indisturbati e, qualche sera fa, hanno addirittura tentato di aggredire il mio cane. Ce li siamo quasi trovati sulla porta di casa e abbiamo paura. Il problema è duplice, riguarda cervi e cinghiali e dura da parecchi anni. Negli ultimi quattro-cinque si è aggravato, è nostro diritto chiedere una soluzione in modo da poter dare futuro alle nostre imprese e al nostro lavoro. L’ agricoltore, non dimentichiamolo, è il primo tassello di presidio del territorio montano». Preoccupazione di cui si è fatto carico anche il Codacons oltre che le associazioni di categorie e le amministrazioni comunali del territorio e la stessa Comunità Montana Lario Intelvese . Il presidente Trezzi chiede fatti concreti: «di parole, in questi anni, ne abbiamo sentite anche troppe. Siamo di fronte a una situazione gravissima che ci impone di mantenere un’ allerta continua». Francesco Aita.

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