23 Aprile 2005

Danni alla Scala, c?è chi vuole il male del teatro»

Danni alla Scala, c?è chi vuole il male del teatro»

De Corato: episodio da non sottovalutare, già a novembre altri vandalismi. Esposto in Procura del Codacons

Il Comune chiede alla Scala di fare luce sull?atto di vandalismo avvenuto la scorsa settimana nella zona dell?ellisse: un rubinetto lasciato volutamente aperto, la porta di un bagno chiusa a chiave e acqua filtrata dal nono piano arrivando fino al secondo sotterraneo dove sono riunite le centrali tecnologiche. E intanto il Codacons ha già depositato un esposto in Procura, «perché indaghi – spiega l?avvocato Marco Donzelli – non solo sull`individuazione del responsabile di questo gravissimo atto vandalico, ma accerti se vi è stata omissione da parte degli organi dirigenti e se sono efficienti i sistemi posti a tutela di un patrimonio artistico non solo italiano ma universale». «Non abbiamo più competenze perché abbiamo consegnato il cantiere alla Scala il 17 febbraio scorso – chiarisce il vicesindaco Riccardo De Corato – ma abbiamo saputo della vicenda attraverso il nostro ufficio tecnico, chiamato a valutare i danni». L?idea del vicesindaco, che ha seguito tutta la ristrutturazione della Scala, è chiara: «Anche se non è stato un disastro, è giusto affrontare il problema soprattutto perché già in novembre era avvenuto un episodio analogo, quando erano state volutamente allagate alcune sale. Spero che per decidere di affrontare il caso non si resti da attendere che facciano il danno da 5 miliardi…».
L?allagamento è stato scoperto sabato scorso: intorno alle 7.30, gli uomini di turno del servizio prevenzione incendi hanno notato dell?acqua nel vano ascensore. «Siamo saliti con un idraulico – spiega Roberto Ianni, della squadra intervenuta – fino al nono piano della torre scenica. C?era questa porta di un bagno chiusa a chiave, abbiamo dovuto cercare un passepartout e, una volta entrati, abbiamo potuto finalmente chiudere il rubinetto dell?acqua calda che era stato lasciato aperto al massimo, con il lavandino ostruito». Nessun dubbio, insomma: «Si è trattato di un fatto doloso e i danni sono stati contenuti soltanto perché siamo intervenuti tempestivamente».
Mentre arrivava un?impresa di pulizie per asciugare il parquet dell?ellisse, è stata tolta la corrente all?intero edificio, anche perché era filtrata acqua nei portalampade del controsoffitto. Danni contenuti, comunque: stimati tra i 12 e i 15 mila euro. «Ma in questi giorni -insiste De Corato – non ci sono rappresentazioni e quindi non circola pubblico, non si muovono orchestrali o ballerine, quindi si resta perplessi. Credo che il nuovo soprintendente dovrebbe indagare su chi vuole il male della Scala e magari bisognerebbe chiedersi se la vigilanza è adeguata». Polemica anche Carla De Albertis, presidente della commissione Cultura: «Un atto vandalico non si giudica dall?entità del danno. Se qualcuno cerca di creare un clima di tensione, va fermato al più presto e isolato. Per questo chiediamo che la Scala presenti la denuncia che non ha presentato fino ad oggi».

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