7 Gennaio 2020

Danneggiati i 4mila libri che nessuno voleva

il lascito al liceo marco polo da parte dei coniugi todesca
LA POLEMICA VENEZIA Da un lato una famiglia che nel 2015 ha donato 4mila libri. Dall’ altro il liceo Marco Polo che fa sapere ai genitori di non aver mai ricevuto un atto ufficiale di donazione. In mezzo i libri, che con l’ acqua alta dello scorso mese sono andati parzialmente a fondo con difficile recupero. Tra loro ci sarebbero anche spartiti di valore, che potrebbero essere inevitabilmente compromessi. La segnalazione è partita da alcuni genitori degli studenti dell’ istituto, che lamentano una scarsa attenzione verso quella che può definirsi una biblioteca: «Inizialmente – raccontano – erano in una soffitta a palazzo Bollani, poi, non sappiamo quando, sono stati portati in una stanza all’ artistico a piano terra. Anzi, un gradino sotto piano terra». E proprio il loro posizionamento fa discutere le famiglie, accusando velatamente la dirigenza di incuria nei confronti dei testi. «Se sono stati portati 4mila libri, evidentemente non è stata un’ operazione fatta nottetempo, ma ci sarà stato qualcuno a riceverli, tanto che sono stati timbrati e catalogati», spiegano i genitori. Il materiale sarebbe stato registrato come acquisito il 16 giugno 2015, ma in buona fede, senza un atto formale di donazione. Il che ha fatto sì che le precedenti dirigenze e l’ attuale rigettassero la titolarità sui testi. «Non capisco questa ostinata opposizione. Non abbiamo portato a scuola veleno per topi, ma libri», spiega Tommaso Todesca, figlio della coppia che ha donato i libri. E lo stesso rincara: «Si tratta di volumi di pregio, quando i miei si sono dovuti trasferire la scelta era duplice, o dividerli tra noi quattro figli, o donarli alla scuola. L’ allora preside aveva apprezzato la cosa e si era detta felice di riceverli». Poi però le cose sono cambiate e i dirigenti successivi avevano invitato la famiglia a riappropriarsi dei testi. «Sono stato invitato a riprendermi i testi – racconta Todesca -, ma è anche intervenuto il presidente del Codacons per impugnare la diffida, oltre a cautelarsi affinché i libri non fossero né restituiti, né buttati». Un altro punto di dibattito su cui il figlio della coppia tiene a porre l’ accento è il fatto che la scuola avesse manifestato interesse: «Sono stati catalogati a uno a uno, con un intenso lavoro da parte del personale della scuola», specifica Todesca. E con gioia da parte delle famiglie: «L’ idea era quella di creare uno spazio per far riunire i ragazzi attorniati dai libri – spiegano i genitori -, in maniera da invitarli a curiosare e magari prenderli in mano. Poteva essere un luogo protetto, per far sì che i più giovani apprendessero il rispetto per la carta». Da ultimo il figlio dei donanti si dice rammaricato per la situazione: «I miei genitori erano entrambi insegnanti e avevano raccolto con cura quella biblioteca. Mia madre oggi fa fatica, mentre mio padre non c’ è più, non è nemmeno riuscito a vedere realizzata la biblioteca, per la quale aveva dato disponibilità per l’ evento inaugurale». Nell’ epoca del digitale, dove i libri sono sostituiti da schermi, sembra che i testi diano quasi fastidio. E proprio questa vicenda sarà analizzata in un Consiglio d’ istituto che si terrà nei prossimi giorni. L’ obiettivo delle famiglie è che il patrimonio culturale non vada disperso. Il preside Gianni Maddalon ha preferito non intervenire direttamente sul tema. Tomaso Borzomì © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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