27 Novembre 2019

«Danneggia i piccoli, favorisce le catene»

quelli che non vogliono il black friday, ad esempio le associazioni di categoria: «prezzi ribassati per una settimana, troppo vicino al natale»
Black Friday al via, ma non per tutti. A Pesaro, aderiranno in diversi, ma alcuni commercianti non ritengono che la tipica festa dei consumi americana, sia l’ occasione giusta per fare affari. Insomma, non necessariamente, i piccoli privati, ribassando i prezzi, guadagneranno. Piuttosto sarà così per le grandi catene e i siti online. «Non credo nel Black Friday – confida Sara Sevi, titolare del ‘Fantasy’, boutique storica di via Branca -, per questo non ho esposto cartelli in vetrina. Lo sconto lo farò comunque ai miei clienti: è chiaro che, se lo chiederanno, non diremo di no. Ma non capisco che senso abbia aderire ad una festa americana, addirittura con saldi che vengono prolungati per un’ intera settimana. Tutto parte dalle grandi catene e dai siti online; per i piccoli privati, però, si tratta di una rimessa». Secondo il Codacons, saranno 17 milioni (+ 13% rispetto al 2018) gli italiani che parteciperanno alla festa americana dello shopping, diventata ormai un evento senza frontiere. Per una spesa complessiva di 2 miliardi di euro, che si spargeranno in ogni cassa, dal venerdì 29 novembre a lunedì 2 dicembre, nell’ ormai altrettanto tradizionale Cyber Monday. Eppure, anche le associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti di Pesaro, ritengono che l’ iniziativa «a ridosso del Natale, sia controproducente, soprattuto per i piccoli commercianti». «Il Black Friday penalizza tantissimo il commercio – dichiara Alessandro Ligurgo, segretario di Confesercenti – , piuttosto favorisce i venditori online e le grandi catene che fanno prezzi stracciati per l’ occasione. Ma il piccolo operatore non ci guadagna, anzi, ci rimette solo, pur dovendosi purtroppo adeguare alla linea. Siamo a ridosso del Natale, dunque, fare i saldi anticipati ora, è fuori da ogni logica, anche perché è proprio in questo periodo che le vendite dovrebbero essere a prezzo pieno, visto che poi a gennaio iniziano i saldi. Insomma, è una festa americana che ormai ha preso piede anche in Italia, ma la trovo inutile: un tempo, tra l’ altro, si concentrava in un’ unica giornata. Ora gli sconti durano una settimana. Che senso ha?». Sulla stessa linea, il segretario di Confcommercio Davide Ippaso: «E’ diventato un Black Friday troppo lungo, gli sconti prima duravano un giorno, ora una settimana. E non sempre, purtroppo, il saldo, porta beneficio nelle casse degli operatori. Un conto è scontare quello che non si vende in negozio, un altro è ribassare il prezzo di un capo che si potrebbe tranquillamente vendere a prezzo pieno per Natale: la svendita a tutti i costi non fa bene agli esercenti. Oltretutto, il piccolo privato, fa uno sforzo fisico per adeguarsi, si rimbocca le maniche e magari applica un piccolo sconto per seguire le catene, ma per far ciò ci rimette. Poi c’ è la maleducazione di chi va a provare i capi in negozio e alla fine li compra su Amazon. Assurdo». Angelica Panzieri.

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