12 Settembre 2014

Daniza diventa un caso politico «Ora qualcuno deve pagare»

Daniza diventa un caso politico «Ora qualcuno deve pagare»

Una bufera istituzionale. Un fiume di critiche. Una «lite» che si scatena tra il Corpo forestale dello Stato di Roma e i colleghi trentini. Una richiesta di dimissioni, della Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, del presidente della Provincia di Trento. E un’ accusa pesante: «Orsicidio». Di più: «Animalicidio». Erano mesi che non si assisteva a una tale sollevazione bipartisan. Con destra, centro e sinistra che attaccano, chiedono chiarimenti e si aspettano che i presunti responsabili lascino gli incarichi. E mentre in tanti parlano di situazione gestita da «dilettanti» il Codacons annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Trento e al Corpo forestale dello Stato. C’ è pure chi tenta di sfruttare a suo vantaggio la vicenda, come il sindaco (sospeso) di Cortina d’ Ampezzo, Andrea Franceschi, che su Facebook scrive: «Venite in vacanza nelle Dolomiti Bellunesi, noi non uccidiamo le mamme orse». E proprio sul web, per tutto il giorno, è stato un continuo pubblicare post e cinguettii, tanto che l’ hashtag #Daniza, su Twitter, è stato tra i più usati dagli account italiani. «Già nel mese di agosto il Corpo forestale dello Stato aveva espresso forti dubbi e preoccupazione per la sorte dell’ orsa e dei suoi cuccioli», chiariscono da Roma. Precisando che nessun loro appartenente «ha partecipato alle operazioni», ripetono che si erano detti contrari alla cattura e annunciano l’ apertura di un’ inchiesta sulle cause della morte. «Ancora una volta un animale innocente ha perduto la vita per l’ arroganza e l’ incapacità dell’ uomo», commenta l’ onorevole Michela Vittoria Brambilla a nome della Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente. «Fin d’ ora è evidente quale giudizio politico meritino l’ incompetenza, la rozzezza, la prepotenza e la crudeltà dell’ amministrazione provinciale di Trento: le dimissioni del presidente Ugo Rossi sono il minimo sindacale in un caso come questo». Non solo. Perché, continua Brambilla, «non meno gravi appaiono l’ incapacità e la negligenza di cui ha dato prova il ministro Galletti nel valutare il caso, nonostante io stessa gli abbia prospettato, in due interrogazioni parlamentari, quali rischi comportava la strada intrapresa dalla Provincia autonoma di Trento». Proprio Gian Luca Galletti, a capo del dicastero dell’ Ambiente, parla di «una brutta notizia» e di «sconfitta, a prescindere dalla responsabilità». «È già il secondo esemplare di orso bruno che muore durante le fasi di cattura e narcosi operate dai tecnici della provincia di Trento», ricorda Wwf Italia. «Tutta la vicenda si conclude peggio di come è iniziata, con un finale da dilettanti che dimostra l’ incapacità della provincia di Trento di gestire una specie importante», aggiunge Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente. «L’ avevo detto… tra i due la bestia è l’ uomo», cinguetta Franco Frattini, l’ ex ministro degli Esteri. Un messaggio simile a quello di Beppe Grillo che su Facebook scrive: «Chi è la bestia? Vogliamo giustizia». «In Italia si può uccidere un orso, ma non si possono toccare spacciatori, rapinatori, clandestini e delinquenti vari. Vergogna, qualcuno deve pagare!», critica il segretario della Lega Matteo Salvini su Facebook. Anche se c’ è chi gli fa notare i banchetti a base proprio di carne di orso dei leghisti trentini. «Ma quell’ orsa non poteva semplicemente essere lasciata in pace?», domanda la senatrice del Partito democratico Laura Puppato. Mentre la collega di Forza Italia, Manuela Repetti, parla di «follia da Paese incivile che mi fa vergognare di vivere in uno Stato di scarsa sensibilità e rispetto per la natura e l’ ambiente». Nel pomeriggio interviene anche la curia trentina che tenta di calmare le acque. «Questa triste vicenda non inficia tutto il lavoro fatto finora», dice a Radio Vaticana don Rodolfo Pizzolli, delegato per la pastorale dell’ ambiente e del turismo della diocesi di Trento. «In Trentino la Chiesa, ma soprattutto le amministrazioni pubbliche, sono molto impegnate nella custodia dell’ ambiente e del territorio. Noi i risultati li vediamo continuamente». Leonard Berberi

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