Dallo scandalo all`Isola dei famosi, c`è un posto al sole per la Gregoraci
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Nella tv che si nutre di scandali, che vive di segnalazioni e spintarelle, tutto fa brodo. Proprio così. Da una parte le telefonate di vallette e potenti alzano il muro della vergogna, la magistratura indaga, qualcuno (il Codacons) raccoglie dossier e lamentele, la Rai promette pulizia. “Non è vero che sapevamo tutti come funzionavano le cose. Le intercettazioni e il loro tono hanno rivelato che le cose andavano molto peggio“ osserva una veterana come Enza Sampò, una che nella tv pubblica ha passato la vita. Dall`altra parte c`è chi pensa a mettere a frutto il bendidio mediatico che è stato alimentato. Nella tv onnivora dei reality la celebrità non ha certificati d`origine, è fine a se stessa. Può nascere dal fatto di essere stati rapiti o dall`avere il nome strombazzato dai giornali. Il motivo non conta. Insomma, per dirla, senza giri di parole: Elisabetta Gregoraci, la starlet di vallettopoli, potrebbe finire nel pacchetto turistico dell` Isola dei famosi. O, meglio, c`è già. “L`abbiamo vista, senza segnalazioni, tre giorni prima dello scandalo“ ammette Giorgio Gori, che del reality possiede il format. E adesso? “Bisogna aspettare, in fondo la ragazza mediaticamente è una vittima“, spiega. Il casting è nelle sue mani, ma cosa direbbe la Rai a ritrovarsi la Gregoraci uscita dalla finestra che rientra dall`Isola? La signorina, allora, potrebbe essere lasciata alle cure del fidanzato Flavio Briatore. Il nuovo direttore generale, Cappon, non ama quella fitta foresta di ragazze “sedute sulla loro fortuna“ che hanno animato molti programmi della Rai degli ultimi anni. Un manipolo di volenterose sgomitatrici su cui è fiorita una letteratura di battute e aforismi, dall`inevitabile tono ultramaschilista: “La valletta? Un mestiere che si fa in verticale ma per arrivarci devi metterti in orizzontale“. O peggio: “La donna è fatta per soffriggere“. Nell`edizione estiva di Uno mattina sono stati fatti 140 nuovi contratti. Posti in piedi, anche davanti alle telecamere. Ma non è una novità. Racconta Enza Sampò, estromessa dopo un litigio con il direttore Del Noce: “La nostra edizione ebbe dei problemi anche perché era eccessivamente frammentata“. Troppe facce in video e non si poteva dire di no. “Noi non avevamo potere di veto, arrivavano e basta“ commenta. E aggiunge: “Una volta alle amiche si apriva la boutique, oggi si aprono le telecamere“. Prendiamo la Domenica in fatta a fette di Raiuno che ha avuto un successo insperato nel momento difficile della perdita di Novantesimo minuto. Volete sapere come è stata escogitata la nuova formula? Colpa delle raccomandazioni. Ce ne erano troppe e, miracolo dei pani e dei pesci, il contenitore si è moltiplicato. E poteva andare peggio se non fosse arrivato, in extremis, Pippo Baudo a mettere un po` d`ordine, così qualcuno è dovuto tornare a casa nonostante le potenti segnalazioni. La signora Maria Monsè, coinvolta nella vallettopoli, ha tirato fuori questo teorema autogiustificativo: “Il direttore generale è lì per nomina politica, i consiglieri di amministrazione sono ognuno in quota a un partito. A pioggia, le nomine di direttori di rete e dei telegiornali, capistruttura sono fatte su segnalazione di politici. Perchè le soubrette dovrebbero essere le uniche a non essere raccomandate dai partiti?“. Il Monsè pensiero ha partorito la valletta lottizzata.
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