29 Dicembre 2004

«Dall`estate niente più saldi»

«Dall`estate niente più saldi»

Richiesta congiunta delle associazioni di commercianti e consumatori

Quella che ufficialmente si inaugura il 7 gennaio potrebbe essere l`ultima stagione dei saldi. Raggiunto l`accordo – al momento soltanto verbale – fra le associazioni dei consumatori e le associazioni dei commercianti. Che ieri mattina si sono incontrati negli uffici dell`assessorato regionale al commercio. Argomento all`ordine del giorno: i prezzi. Significative le novità alle porte, anche se a far scalpore sarà proprio l`abrogazione dei saldi. La richiesta è stata avanzata in maniera congiunta dai rappresentanti regionali di Confconsumatori, Codacons, Federconsumatori, Adiconsum, Legaconsumatori ed è stata accolta da Confesercenti (assente Confcommercio). Se ne ridiscuterà il 13 gennaio, insieme alle altre due proposte lanciate dai consumatori: una reale esposizione dei cartellini che indicano i costi (lo slogan usato è «prezzi in vista») e la creazione di un osservatorio regionale dei prezzi. Cominciamo dalle vendite di fine stagione. La legge regionale stabilisce che i saldi invernali partano il 7 gennaio per concludersi il 28 febbraio, quelli estivi sono compresi invece fra il 15 luglio e il 15 settembre. Nei quaranta giorni che precedono tali date è vietata ogni forma di sconto o promozione. Le associazioni dei consumatori da tempo ritengono la normativa confliggente con la liberalizzazione del commercio che, in teoria, autorizzerebbe qualsivoglia autonoma politica di vendita. La conferma di quella che viene considerata da ambo le parti una contraddizione, è la storia recente: i prezzi di abbigliamento e scarpe vengono ribassati, con sconti alla cassa, immediatamente dopo le feste di Natale. E` quello che sta accadendo in queste ore non soltanto nel capoluogo, ma in numerosi centri della provincia. «Con l`abolizione dei saldi – spiega Antonio Pinto (Confconsumatori) – viene meno l`illusione dell`affare». Aggiunge Giuseppe Margiotta (Confesercenti): «Per i negozianti il cliente non è il nemico, non è l`avversario da combattere. Abbiamo bisogno di camminare insieme, di rinsaldare il rapporto di lealtà, di inventare strumenti per fidelizzare la clientela». Filosofia cara alla grande distribuzione, che offre prodotti in promozione dodici mesi su dodici. L`idea è quella di sperimentare un anno, dall`estate del 2005, senza saldi. Pinto entra nel merito: «La Regione con una delibera di giunta potrebbe modificare l`attuale regolamento. L`obiettivo è incoraggiare la concorrenza leale e incentivare le vendite promozionali in assoluta libertà, svincolandole da periodi ben definiti». Nel corso del vertice si è discusso inoltre di autosciplina dei prezzi e della creazione di un osservatorio regionale sempre sui costi. «Prezzi in vista» significa indurre i commercianti a evidenziare il valore commerciale di un bene – la pizza, le portate del menù, le scarpe, gli orologi e tutto ciò che si può acquistare – affinchè il consumatore non sia costretto a domandarne il prezzo. Infine, ma non ultimo per importanza, l`istituzione dell`osservatorio regionale sui prezzi, già funzionante in nove regioni. Fra i compiti l`analisi dell`andamento dei costi, la promozione di accordi di autoregolamentazione, l`informazione. «Il ministero delle attività produttive – riferisce ancora Pinto – intende sostenere economicamente quelle regioni che si dotano dell`osservatorio». Strumento di trasparenza per i consumatori: di ogni bene presente nel paniere verrebbe indicato un minimo e un massimo dei costi.

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