DALLE CODE AGLI INCENDI BOLLINO ROSSO SULL’ESTATE
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fonte:
- Messaggero Veneto
Prima di tutto il traffico. Queste sono giornate da bollino rosso. A Mestre, code di 32 chilometri, nemmeno un’area di sosta e la Protezione civile costretta a intervenire con diecimila bottiglie d’acqua distribuite ai poveri automobilisti bloccati. Poco dopo le 14 il passante alza bandiera bianca: si decide di chiuderlo. Il Codacons annuncia una class action alla quale potranno aderire gli automobilisti rimasti intrappolati. L’Anas ha aperto subito un’indagine ispettiva. Un gesto criticato dai governatori di Veneto e Friuli, per i quali i motivi del problema sono chiari. Le tre corsie del passante e le due della tangenziale confluiscono nella A4 che, in quel punto, ha solo due corsie. L’imbuto è quindi inevitabile. È necessaria una terza corsia, da tempo in discussione. Dopo aver applaudito l’inaugurazione del passante, scopriamo che non risolve tutti i problemi. Anzi: i nuovi problemi tutti già sapevano che si sarebbero verificati. Per risolverli, le stime dicono che ci vorranno dai tre a cinque anni. Scommettiamo che saranno di più? Il secondo grande tema estivo sono gli incendi. Per fortuna la Sardegna si è messa di impegno. Da quello che si leggeva sui giornali, la settimana scorsa l’isola stava andando a fuoco. Numerosi roghi l’hanno devastata per tutta la giornata di giovedì. Momenti di paura ad Arzachena, noto centro turistico della Costa Smeralda. Un incendio scoppiato nell’hotel "Delfino", nell’abitato del paese, ha provocato il panico a decine di clienti. Quelli che sanno dicono che c’è «una strategia dietro gli incendi». Da anni si parla di strategie, di mafia, di piromani, di autocombustioni e di ettari e ettari di patrimonio comune che vanno in fumo per le peggiori speculazioni. Le fiamme, però, non si curano dei nostri discorsi, bruciano con allegria tutto quello che trovano. Anche quest’anno ricorre il tema del tempo meteorologico, che però lascia poco da sognare. Primi giorni caldissimi e poi "alta pressione in fuga". In fuga da chi non si sa. Se passiamo poi alle cose serie, scopriamo che Berlusconi farà delle vacanze salutari. I giornali inglesi ci scherzano sopra. In un quotidiano di Murdoch: sotto il titolo "Berlusconi prende lezioni su come rilassarsi", compare un’immagine del primo ministro sorridente, quelle usate durante la festa a tema "I love Silvio" nel nightclub di Parigi. E la didascalia recita: «I medici cercheranno di riportare il sorriso sulla faccia del leader malconcio». Murdoch e Berlusconi, come si sa, non si amano. Naturalmente i conti dello Stato non stanno andando bene. "Spese al galoppo" così viene titolato. Pare che ci sia un buco nero di 35 miliardi di euro. Ogni giorno se ne sente una diversa. Ormai il debito pubblico è come il milione del signor Bonaventura. Una cifra favolosa. Fiabesca. Astorica. Ormai chi crede più che sia reale? Chi crede che nasciamo con centinaia di migliaia di euro di debito pro capite? Poi cos’altro? Mercato auto in aumento. Primi segnali di ripresa negli Usa. Perfino il mattone tiene. A livello di gossip, caccia al presidente francese Sarkozy (che qualche giorno fa aveva avuto un malore mentre correva) e Carla Bruni. I fotografi, che sono i "killer dell’estate", li hanno beccati mentre facevano un tuffo da uno scoglio solitario. Cos’altro? l’ex fidanzata di Cristiano Ronaldo lo bracca, ma lui riesce a scappare. Rispetto all’estate dell’anno scorso meno calciatori e questo non è buon segno. Manca anche un bel delitto passionale, ma non si può avere tutto. Ecco qua. Le solite cose. Il traffico, il tempo, gli incendi, la politica, il gossip. Un agosto come tanti. Il solito agosto di sempre. In fondo, tutti gli agosti sono uguali. Però ogni agosto è capace di sorprenderci e anche questo agosto conferma la regola. Un operaio a Milano ha minacciato di buttarsi giù da una gru. Stava protestando assieme ad altri lavoratori contro lo smantellamento dello stabilimento Innse. Siamo seri. Non è una notizia estiva. Non c’entra niente con il mare e con il sole. Con il traffico e il divertimento. È una notizia di cattivo gusto. Quale mancanza di buone maniere ci vuole per minacciare un suicidio così plateale a pochi giorni dalle ferie? È una notizia che ci dà dei pensieri inopportuni. Le fabbriche che chiudono. I lavoratori licenziati. Ma come si permette? A causa di un romanzo che sto scrivendo, sono andato proprio in questi giorni a spulciare fra i giornali della fine degli anni Sessanta, prima dei grandi scioperi, dell’autunno caldo e dello scannatoio dell’Italia degli anni Settanta. Gli agosti di allora erano come gli agosti di adesso. Il tempo. Il sole. Le vacanze. I pettegolezzi (negli anni Sessanta non c’era la parola gossip). Anche allora, però, qualche piccola notizia stonava con il resto. Piccole cose. Ma molto significative.
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