25 Febbraio 2016

Dall’«assalto» contro il grano estero alla guerra tra mugnai e agricoltori

Dall’«assalto» contro il grano estero alla guerra tra mugnai e agricoltori
manifestazione e controlli al porto di bari. in un caso trovate tracce di micotossine

Bari L’«assalto» al grano estero, stoccato nel porto di Bari, termina con la verifica di 7 carichi trasportati verso i molini pugliesi: uno risulta, secondo un test immediato effettuato dalla Forestale, contenente aflatossine (micotossine, ovvero metaboliti tossici di vari ceppi fungini chiamati muffe). È un primo risultato della battaglia per la difesa delle produzioni locali condotta da Coldiretti Puglia, che ha manifestato all’ uscita del porto. Ma il pressing dell’ organizzazione agricola non piace ai produttori che aderiscono a Italmopa (Confindustria) e all’ Aidepi (associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane) che parlano di un atteggiamento irresponsabile e di danni al made in Italy . «La nostra manifestazione – denuncia Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia – intendeva accendere i riflettori sull’ effettiva qualità del grano straniero che dopo un lungo periodo di navigazione nelle stive sbarca in Puglia per produrre pasta e pane senza alcuna indicazione in etichetta della reale origine. Se il grano è contaminato da micotossine, risultano contaminati anche pane e pasta, perché sono resistenti alle alte temperature». I prelievi di campioni sono stati effettuati dalla Forestale sui mezzi in transito. «Abbiamo fermato sette camion per verificarne il contenuto – chiarisce Giuliano Palomba, commissario capo della Forestale della Puglia – e una prima analisi con il lateral flow test sul campione di grano duro trasportato da uno dei mezzi, ha dato indicazioni di presenza di aflatossine. Abbiamo consegnato tutti i campioni alla Asl Bari e le analisi di conferma saranno effettuate dal laboratorio dell’ Arpa Puglia. Inoltre, sarà verificata la presenza di metalli pesanti. Il grano non è stato sequestrato, ma è stato tracciato in attesa degli esiti definitivi delle analisi». A Bari sono attraccate 4 navi, la Ecopride con 44.647 tonnellate di grano proveniente da Cristobal (Panama), la Wes Nicole di 3.037 tonnellate di stazza, proveniente da Dover (Regno Unito), la Glory One e la Emerald Star, provenienti rispettivamente da Vancouver e Montreal con un carico complessivo di altre 80 mila tonnellate. Margherita Mastromauro, presidente della sezione agroalimentare di Confindustria Bari-Bat, invita gli operatori a rifarsi alle norme: «I controlli sugli alimenti sono imposti dalla legge e prevedono più passaggi e comunque la tracciabilità della filiera. Il punto è che fino a quando le norme europee consentiranno l’ importazione il sistema sarà incentrato sul libero mercato. L’ alternativa è introdurre i dazi, ma questo aspetto non ha a che fare con il tema sicurezza alimentare». Su tutte le furie gli operatori nazionali dell’ industria della trasformazione. «L’ irresponsabile strategia di terrorismo mediatico messa in atto da Coldiretti Puglia – è scritto in un comunicato di Italmopa – oltre a ledere gravemente l’ industria della trasformazione del frumento duro, da sempre fiore all’ occhiello dell’ agroalimentare italiano, appare irriguardosa nei confronti dei consumatori che hanno diritto a un’ informazione corretta che non può essere calpestata per meri motivi di natura corporativista». Dello stesso tenore l’ intervento dell’ Aidepi: «Insinuare che la pasta fatta con grano non del tutto italiano non è sicura, buona, o “pulita” non solo è irresponsabile, ma è anche controproducente». Sul tema interviene anche il Codacons che annuncia la presentazione di un esposto all’ Antitrust «in merito al caso dei prezzi del grano denunciato da Coldiretti». «È evidente – spiega il presidente, Carlo Rienzi – come sul grano esistano intollerabili speculazioni che danneggiano sia gli agricoltori che i consumatori».
 
 

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