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6 Maggio 2011

Dalla Versilia alla riviera romagnola il business a senso unico degli stabilimenti

Dalla Versilia alla riviera romagnola il business a senso unico degli stabilimenti
 

ROMA – Basterebbe affittare a prezzi di mercato i 4.042 chilometri di costa balneabile per dare ossigeno alle casse dello Stato. E invece la categoria degli imprenditori balneari è sempre riuscita a inchiodare il Demanio (noi) a canoni molto bassi – 97 milioni di euro versati dai 25 mila padroncini dell´arenile – pur fatturando due miliardi l´anno (e ci fermiamo agli introiti dichiarati). Questo si è confermato anche in tempi di crisi: gli italiani e gli europei alle sdraio italiane non rinunciano. Lo sciccoso Twiga di Flavio Briatore (e Paolo Brosio e Davide Lippi figlio di Marcello) a Marina di Pietrasanta, dove ti personalizzano l´auto e organizzano escursioni calibrate, paga allo Stato un canone di 4.447 euro l´anno ricavando dai suoi clienti facoltosi 3 milioni e 300 mila euro. Il Saporetti di Sabaudia paga 5.400 euro incassando 163 volte tanto. Neppure un quadro garantisce queste plusvalenze. E, a proposito di evasione, il 9% dei titolari di concessione oggi dichiara redditi sotto i 30 mila euro annui. Nel 2003 il governo di centrodestra triplicò i canoni (il triplo di pochissimo resta poco), ma la reazione dei "balneari" fu nella veemenza simile a quella dei tassisti e portò all´evasione consapevole degli aumenti. La Finanziaria del 2007 (Prodi) cancellò tutto: anche le sanzioni sull´evasione. L´Unione europea recentemente ha chiesto una crescita dei canoni demaniali, il governo in carica ha spostato ogni risposta al 2015. Per uno stabilimento medio di 2000 metri quadri, con un centinaio di ombrelloni e un ristorante da 200 metri, l´affitto annuo è di 3.448 euro. Sono meno di nove euro e mezzo al giorno. Basta la rendita di un solo ombrellone a pareggiare il costo della concessione demaniale. A Napoli, unica realtà italiana, i fitti dell´arenile sono in mano dell´autorità portuale, che è riuscita ad applicare sconti su tutto il litorale. Uno stabilimento storico come il Bagno Elena è riuscito a passare da un canone di 40 mila euro l´anno a 15 mila: «Ma noi siamo un servizio sociale», dice il titolare, «e con la crisi ci siamo inventati nuovi servizi, eventi, convegni, senza licenziare dipendenti». L´ultima indagine Codacons racconta che in Italia uno stabilimento di medio livello costa 37 euro al giorno, per uno esclusivo si parte da cinquanta. In Croazia, a parità di servizi, si spendono mediamente 20 euro, in Grecia 23, in Spagna e Turchia 25. Solo Francia e Germania sono più care.

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