18 Luglio 2006

Dalla “tolleranza zero“ ai “grazie, Veltroni“

Dalla “tolleranza zero“ ai “grazie, Veltroni“

L`altalena di emozioni in città: rabbia dei romani bloccati, applausi dei tassisti ad accordo fatto

Centro storico sconsigliato (anche dalla segnaletica elettronica), Lungotevere inaffidabile, Testaccio e Piramide irraggiungibili Un cronista preso a ceffoni mentre fa il suo lavoro e il Circo Massimo che rintrona di insulti e grida: ecco le prime ore della città. Le ultime, di sollievo, raccontano i “grazie“ dei tassisti a Veltroni e Serra per come le cose non sono degenerate (non più di tanto, almeno). Diciassettesimo giorno di protesta, dunque: presidi diffusi, piazze riempite e mobilità svuotata di significato. I tassisti di nuovo al Circo Massimo anche se in misura inferiore al 5 luglio. Ben rappresentate, Genova, Torino, Napoli, Firenze e Roma. Per due giorni consecutivi, dalle pagine dei quotidiani la prefettura ha avvisato gli autisti. Blocchi stradali uguale precettazione immediata. Infatti i tassisti si salvano, mentre il cronista le prende. La gente aspetta lungo le fermate (insicure) dei bus con l`unica compagnia di trentasette gradi di temperatura. I turisti si avviano verso “l`uscita“, anticipando partenze o ritardando arrivi in città. Fiumicino nuovamente nella disperazione. Termini raggiungibile solo da vetture stracolme di metro e bus. L`associazione di consumatori Codacons propone trasporto pubblico gratuito contro “sciopero selvaggio“. Federconsumatori e Adusbef, avanzano proposte meno choccanti, tipo mettere a disposizione di tutti alcuni giorni di ferie dei consumatori. Tutti chiedono al governo “tolleranza zero per ripristinare la legalità“. A sera la richiesta può apparire, forse, superata dai fatti. La tensione che precede l`avvio della trattativa, è tangibile sulla piazza del Circo Massimo. Tremila tassisti infuriati, prematuramente stanchi (“Siamo partiti a mezzanotte e siamo arrivati alle sei e trenta“ fa un ragazzo di Torino, venuto giù con la sua auto bianca) gridano contro il governo, le liberalizzazioni “sulla nostra pelle!“, la stampa al servizio dei poteri forti. Le invocazioni all`unità,sponsorizzate dalle rappresentanze sindacali, ripetute e inascoltate si scontrano con la realtà dei fischi: Maurizio Longo, Cna Fita salito sul palco alle dodici, scende alle dodici e due, dopo un intervento pronunciato come fosse un boccone venefico. Alle tredici si libera il Circo Massimo. Gli autisti si incamminano verso Santi Apostoli. Il Codacons annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro “le gravissime aggressioni ai giornalisti“. Sono le tredici e quaranta: Roma si avvia verso il pomeriggio della trattativa. I taxi sfilano lungo un percorso segnato da fuoristrada dei carabinieri, camionette della guardia di finanza e auto della polizia. Chi passeggia alle spalle della galleria “Alberto Sordi“, spesso, è costretto a fare retromarcia. Le forze dell`ordine presidiano le vie d`accesso a Palazzo Chigi. Ma l`impresa è difficile. Gruppi di manifestanti sparsi tra via dell`Umiltà, via della Dataria e piazza Colonna lo dimostrano. Nessun incidente però. Su questo, incidenti e aggressioni, il tassista di lungo corso Carlo Giaccaia, ha il suo punto di vista: “Facinorosi che non giovano alla categoria“ Consapevolmente o inconsapevolmente? Questa è una risposta che lascia a ciascuno, in libertà. “Ma non vi accorgete che intervistano sempre gli stessi? Una o due persone dalle posizioni note“ aggiunge. Alle sedici in via Molise sfilano le rappresentanze (tredici) della categoria per l`accredito. La guardia di turno segna nome e cognome. C`è il tempo per una mini conferenza stampa di Carlo Bologna, protagonista di questi ultimi diciassette giorni di protesta dei taxi: “Un anno di sperimentazione delle nostre proposte e poi vediamo che succede“ dice. Tra l`altro, un rinforzo di mille vetture, orario di lavoro fino alle dodici ore, giovani in apprendistato oltre ad una modifica della viabilità (corsie preferenziali e così via). Tuttavia in via Molise non si discute di questo. E la rabbia prevale (specie contro la categoria giornalistica). Per Carlo Giaccai, venuto dalle lotte sindacali degli anni cinquanta, dalla polverizzazione delle prime cooperative dei “padroncini“ e poi all`autonomia della famosa sudata licenza, la rabbia è comprensibile ma le aggressioni ingiustificabili. “Due targhe per una licenza, dicono. Va bene, rispondo, però se uno non ce la fa, se va in rosso se l`impresa è in passivo devi poter restituire targhe e licenza. Invece il governo non lo prevede. Com`è?“ domanda Giaccai. Ore diciannove. La trattativa è in corso. I tassisti in piazza. La città nel mezzo. L`accordo arriva solo alle 21. I manifestanti ringraziano Serra e Veltroni “per l`opera di mediazione di questi giorni“. E Roma, non la ringrazia nessuno?

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